La parabola discendente di Ordonez: solo 54 minuti nelle ultime 3, adesso la sosta per (ri)conquistare Cuesta

Non sta continuando secondo i piani la stagione di Ordonez: dopo essere stato tra i più utilizzati del pre-campionato l'argentino sta faticando a trovare spazio, e durante la sosta proverà a riconquistare Cuesta
24.09.2026 19:55 di  Bartolomeo Bassi   vedi letture
La parabola discendente di Ordonez: solo 54 minuti nelle ultime 3, adesso la sosta per (ri)conquistare Cuesta
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Era partita nel migliore dei modi la stagione di Christian Ordonez: durante il pre-campionato l’argentino era stato tra i calciatori più utilizzati da mister Carlos Cuesta, che aveva dimostrato di credere molto in lui e di voler ripartire dalla sua garra per fondare il nuovo centrocampo ducale. Anche i primi match ufficiali avevano visto l’argentino praticamente sempre in campo: 180 minuti tra Catania e Cremonese in Coppa Italia, altri 90 contro il Cagliari e 61 a Torino contro la Juventus. Da li si è però rotto qualcosa, con solo 54 minuti raccolti contro Monza e Genoa, e addirittura 0 contro il Como.

Insomma, l’inizio di stagione di Ordonez è stato vera e propria parabola discendente. Il Tractorcito ha lavorato in estate per diventare un perno del centrocampo, ma le scelte di Cuesta rischiano di vederlo tagliato fuori dall’undici titolare: il 3-4-2-1 usato contro Como e Monza privilegia senza dubbio Keita e i registi, con il belga che è la colonna portante a centrocampo. Toglierlo sarebbe una follia, e con Ordonez che non ha nelle proprie corde la costruzione di gioco (come invece hanno i vari Sierro, Nicolussi Caviglia e Bernabé) l’argentino rischia di trovare spazio in rare occasioni.

Certo, alcune sue qualità possono comunque risultare comode a Cuesta: la grinta e la sua gamba possono ritornare utili nelle partite più chiuse o dove bisogna preservare il risultato. Tanti dubbi sul futuro, ma fortunatamente per Ordonez ci sono ora tre settimane per prendersi la scena: l’argentino può concentrarsi sul campo e sul (ri)conquistare la fiducia di mister Cuesta, dimostrando di potersi giocare le proprie fiches nelle settimane successive allo stop per le Nazionali.

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