Lovik, voto 5,5 - Dimostra di non essere pronto: Cuesta gli dà fiducia, lui delude
L'avventura di Mathias Lovik a Parma è durata un solo anno. Una parentesi durante la quale il terzino norvegese non è riuscito ad imporsi, nemmeno quando ha avuto le occasioni per mettersi in mostra. La Serie A non fa sconti e il Parma, che aveva puntato con coraggio su di lui spendendo oltre 5 milioni, alla fine solo un anno dopo ha deciso di accettare la buona offerta del Trabzonspor. Dalla fiducia riposta un anno prima all'addio dodici mesi dopo, riassunto dell'esperienza a Parma di Lovik. Non si può nemmeno dire che abbia avuto chance per mettersi in mostra, visto che Cuesta ha puntato spesso su di lui, finendo però in pochi mesi a relegarlo in panchina.
Il film della stagione - Dopo i primi sei mesi di ambientamento a Parma, quest'anno parte fin da subito con l'occasione di mettersi in mostra. Cuesta deve ancora trovare il giusto equilibrio a destra e decide quindi di puntare su di lui. Durante tutto il pre campionato, l'allenatore spagnolo si concentra sul norvegese, provando a catechizzarlo e ad adattarlo a destra. Le prime uscite non sono però esaltanti e Britschgi, appena arrivato, gli soffia a sorpresa subito il posto. La gara contro il Lecce conferma le sue difficoltà, tanto che Cuesta lo relega in panchina.
La fiducia dell'allenatore spagnolo viene meno, tanto che anche quando si ferma Valeri, Lovik resta comunque seduto in panchina. Torna contro il Milan e torna a fare danni, dando prova delle sue difficoltà. Gioca l'ultima da titolare a Verona, poi solo 10 minuti in totale contro Udinese e Pisa, ultime sue apparizioni in Serie A prima di una serie di panchine. L'ultimo tentativo di rinascita a Bologna: in Coppa Italia disputa la sua migliore prestazione in maglia crociata, sfiorando il primo gol e servendo anche un assist. Non basta però quest'ultimo acuto: arriva gennaio e arriva la separazione, con una cessione che fa contenti club e giocatore.
VOTO STAGIONE: 5,5 - Uno dei pochi investimenti completamente sbagliati degli ultimi mercati. Le varie vicissitudini hanno spinto Cuesta a puntare su di lui, ma puntualmente ha deluso. Non era pronto per la Serie A e se ne sono accorti tutti, tranne il Trabzonspor, che ha investito con coraggio su di lui.


