La pianificazione chiede tempo, la salvezza anticipata lo ha portato: ora c’è l’occasione (da non buttare) per progettare
Nella sua intervista concessa ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, l’allenatore del Parma Calcio Carlos Cuesta ha espresso diversi concetti degni di nota. Più che tutte le discussioni filosofiche e legate agli ideali del tecnico gialloblu, sicuramente interessanti e che permettono di capire il perché di diverse scelte prese nella stagione ducale, a poter interessare i tifosi crociati è anche la parte riguardo alla prima riunione di mercato di Cuesta a Parma. Queste le sue parole:
“La prima riunione di mercato? È stata molto legata alla pianificazione precedente. Io sono arrivato il 20 giugno, molto della pianificazione era già stato fatto. Per questo parlo di adattamento, non c’è stato molto tempo nel rapporto tra me e la società dove potevo spiegare cosa ci poteva aiutare per creare un’identità di squadra e per qualcosa che sentivamo giusto”.
Parole chiare, che permettono però anche una lettura tra le righe. Un calciomercato non è improvvisato, e arrivare al 20 di giugno per un allenatore comporta anche un non totale controllo e possibilità di influenza sulle scelte societarie. A gennaio il tempo è stato poco e stravolgere una rosa in 30 giorni comporta troppi rischi. Ecco quindi che quello che sta per arrivare potrebbe essere il primo, vero, calciomercato “cuestiano” a Parma.
Il condizionale è d’obbligo date le voci degli ultimi giorni: il futuro di Cuesta non è ancora deciso del tutto, ma ci sarebbero tutti i presupposti per continuare. La salvezza anticipata ha donato al Parma almeno un mese in più per progettare la prossima stagione rispetto alla fine del campionato, e addirittura due in più rispetto allo scorso anno. Una quantità di tempo che può fare la differenza in vista dell’anno prossimo, e che unita alle solide basi poste in quest’anno può giocare un ruolo cruciale. L’occasione di creare finalmente un progetto equilibrato e continuato è troppo per lasciarsela scappare, un nuovo anno zero potrebbe essere un fallimento e sinonimo di un anno buttato. Per la certezza bisognerà attendere, ma i presupposti per progettare e arrivare finalmente a un anno 1 ci sono tutti…
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