La difesa a quattro non convince: per salvarsi il Parma ha bisogno di certezze
Dopo le ultime due gare, che il Parma ha perso subendo 4 reti, è legittimo fare un'analisi nel dettaglio di ciò che non ha funzionato per i crociati. Nel girone di andata, indubbiamente la difesa è stata solida e ha subito pochi gol, ma questa tendenza è cambiata con Juventus e Atalanta. Otto reti incassate e due sconfitte pesanti per il morale, che hanno interrotto inoltre un bel periodo di risultati. E' vero, sono state comunque due partite difficili con due big della Serie A, ma ciò che è mancato non si è limitato solo al tecnico-tattico. La squadra non ha approcciato bene le due gare, subendo fin da subito gli avversari, e questo merita un'osservazione. La difesa a quattro impiegata con la squadra bianconera, ha sofferto costantemente sia da schierata sia a campo aperto, ma se si va indietro si comprende come anche a Lecce e con il Genoa, si siano presentati gli stessi problemi.
L'anno è partito con un Cuesta deciso sulla difesa a tre, con i risultati che hanno quasi sempre dato ragione all'allenatore spagnolo, ma questo cambiamento dal 3-5-2 al 4-3-3 ha bisogno di essere rodato. Il problema più grande fino ad oggi è la poca efficacia in attacco, dunque è apprezzabile la scelta di impiegare due esterni alti con Pellegrino, ma forse, date le difficoltà di Oristanio e Ondrejka anche nel ripiegare, è più funzionale un modulo più coperto. Il Parma, non può subire così tanto, soprattutto se si fatica a segnare e a concretizzare, dunque a Cuesta l'arduo compito di ritagliare il vestito giusto a questa rosa. La prossima gara, sarà indicativa anche per la collocazione dei nuovi acquisti, che indubbiamente daranno una mano a questo Parma in costruzione.


