L'ascesa di Troilo: dopo un inizio stagione difficile, sta diventando il perno inamovibile della difesa di Cuesta
Dalle incertezze del debutto alla leadership in pochi mesi. La parabola di Mariano Troilo in maglia crociata è l'emblema di come il lavoro silenzioso possa stravolgere i piani di una stagione. Dopo un inizio di stagione in salita, segnato da poche apparizioni e qualche ingenuità di troppo, comprese due espulsioni che ne avevano frenato l’inserimento, il difensore centrale sembra aver finalmente trovato la sua dimensione. La vera svolta è arrivata nelle ultime settimane, tra cui la straordinaria prestazione a San Siro contro il Milan, dove Troilo non solo ha guidato la difesa con una prova da 7.5 in pagella, ma ha anche firmato il gol decisivo dello 0-1, svettando imperioso su calcio d'angolo. Una rete che ha pesato come un macigno e che ha convinto Carlos Cuesta a confermarlo titolare anche nella sfida successiva contro il Cagliari.
Proprio contro i sardi, è arrivato il segnale definitivo: Troilo è partito dal primo minuto, costringendo un giocatore come Alessandro Circati alla panchina per scelta tecnica, nonostante il rientro dalla squalifica. Questa mossa certifica che l'argentino è ormai considerato un perno della difesa del Parma. Oltre a dimostrarsi un difensore diventato ormai inamovibile, Troilo si è confermato un vero lottatore, capace di stringere i denti anche nel momento del bisogno. Nonostante una noia muscolare che lo aveva costretto a uscire al 90', lasciando il Parma in dieci a cambi esauriti, l'argentino ha scelto di rientrare in campo. Un sacrificio fondamentale per proteggere il risultato e aiutare i compagni a conquistare un punto prezioso per la classifica.
Per mister Cuesta si tratta di una dolce abbondanza. Con il consolidamento di Troilo, la solidità di capitan Delprato, il ritrovamento di Circati, la garra di Valenti e il quasi recupero di Ndiaye, il Parma può ora contare su tante opzioni di altissimo livello per la propria linea difensiva a tre o a quattro. Se all'inizio dell'anno la difesa sembrava un cantiere aperto dopo la partenza di Leoni e Vogliacco, oggi è il fortino su cui Cuesta sta costruendo la salvezza.


