L'anniversario di qualcosa che non esiste: 5 anni fa Krause presentava il nuovo Tardini
Il Nuovo Tardini compie gli anni. Anzi, il primo progetto del Nuovo Tardini raggiunge cinque anni. Per ora infatti, del nuovo impianto cittadino non c'è traccia. Possiamo dire che, cinque anni dopo, non sono praticamente stati fatti progressi verso il rifacimento del vecchio Ennio, che continua ad accogliere con il suo fascino i tifosi gialloblu, ma che meriterebbe un restyling. Invece, per ora, ha vissuto solo il suo progetto: tanti si sono riempiti la bocca, sfruttando il tema per portare avanti i propri interessi, ma alla fine per ora è un nulla di fatto. E dire che di acqua ne è passata sotto i ponti.
Facciamo però un passo indietro, tornando al 6 aprile del 2021. In piena pandemia, il presidente Krause, insediato a Parma da meno di un anno, presentava alla città il pioneristico nuovo impianto cittadino, avvallato dal sostegno e dall'approvazione delle istituzioni comunali. Un concept rivoluzionario, raccontato con le parole entusiaste del presidente, una consuetudine che ha contraddistinto il suo primo periodo da patron del Parma. Doveva essere lo stadio più all'avanguardia del nostro campionato, sostenibile, con innovazioni acustiche e con una funzione multipla: non solo casa delle gare del Parma, ma un vero e proprio spazio per la città, pronto ad accogliere attività commerciali e spazi ricreativi.
Nonostante l'opposizione di qualche comitato cittadino, Krause portò avanti con rapidità tutte le pratiche per avviare l'iter burocratico e iniziare quella che si sarebbe rivelata un'odissea. Il patron americano ancora non si era scontrato con la burocrazia italiania e, soprattutto, spinto da questo entusiasmo travolgente, aveva calcato troppo la mano nel guidare il suo team verso un progetto sicuramente ambizioso, ma, come poi si rivelerà, poco adatto al contesto e alle reali esigenze. Per capirci meglio, torniamo proprio alle sue parole: "Il nuovo Tardini sarà lo stadio più bello d’Italia. Abbiamo raccolto una serie di input da tutte le persone interessate per costruire uno stadio che possa rimanere alla città per altri cento anni. Questo progetto mi entusiasma, la volontà della mia famiglia è di restituire alla città un impianto che possa esser fruito dalla cittadinanza quotidianamente. Abbiamo una time-line molto aggressiva ma ci auguriamo di cominciare i lavori in un anno".
Leggerle oggi fa senza dubbio uno strano effetto. In primis perché la "time-line molto aggressiva" si è rivelata una previsione completamente errata, ma anche perché non siamo più abituati a sentir parlare Krause, in particolare con questi toni. Cosa è successo in questi cinque anni e perché siamo ancora fermi ad un punto di partenza? Il progetto viene approvato in Comune e arriva alla Conferenza dei Servizi, dove comincia un tira e molla infinito. Mesi di trattative, durante i quali il Parma prova più volte a presentare le integrazioni richieste, ma non arriva mai a fumata bianca e vede il progetto ridimensionarsi, i tempi dilatarsi e il traguardo che, seppur dato per vicino dalla politica locale, alla fine non arriva mai.
Un anno fa, dopo mesi di silenzio, il colpo di scena: il Parma rinuncia al progetto e decide di cambiare strategia, puntando ad un cantiere a stralci per facilitare il percorso verso il nuovo impianto. Un nuovo punto di partenza, dettato anche dal parere di Federico Cherubini, arrivato nel frattempo per ricoprire il ruolo di CEO del Parma. Da quel momento in poi comincia un'altra attesa interminabile: poche parole, nessuna nuova promessa, solo l'impegno ribadito a regalare alla città un nuovo impianto, senza tempistiche e senza alcun aggiornamento. Una strategia apprezzabile se comparata alle tante inutili promesse fatte in questi cinque anni, ma che deve portare ai fatti e al risultato finale e, per il momento, nemmeno l'ombra.
Nel settembre scorso, Cherubini parlava di un progetto nuovo che il Parma avrebbe valutato internamente per decidere come procedere. Nei mesi successivi però, al tavolo dell'Amministrazione Comunale non risulta essere arrivato nulla, come più volte ribadito dalle istituzioni locali. Una situazione di stallo che fa riflettere: su cosa si sta ragionando a Collecchio? Lo stadio, stando a quanto dichiarato, dovrebbe essere ancora un obiettivo, ma quanto tempo dovrà aspettare la città prima di avere novità? Intanto, oggi sono passati cinque anni da quella presentazione in pompa magna. Sono stati buttati? No, perché il Parma farà tesoro delle lezioni imparate. I progressi fatti però, per il momento, sono pochi.


