L’acqua sta iniziando a bollire? Dopo la fase difensiva Cuesta inizia a lavorare sull’attacco
A inizio anno e tra lo scetticismo dei tifosi ducali Carlos Cuesta si presentò in conferenza stampa alla vigilia di Cremonese-Parma per presentare il match dell’indomani, e per parlare dello stato della squadra usò la famosa similitudine della “bottiglietta”; l’acqua al suo interno si vede ma non ne si conosce la temperatura. Ora, dopo sei mesi da quello scialbo 0-0, le prospettive del Parma sono cambiate.
Se a inizio stagione si temeva un anno complicato e di sofferenza, oggi i tifosi del Parma possono pensare a un finale di Serie A molto più tranquillo. Le tre vittorie e il pareggio nelle ultime quattro uscite fanno ben sperare i tifosi gialloblu e mister Cuesta, che si può presentare nell’ultimo terzo di stagione con molta più calma e spazio per gli esperimenti.
Proprio questi saranno cruciali ora; per mantenere la similitudine della bottiglietta, l’acqua sta forse finalmente iniziando a bollire e il tecnico maiorchino si può concentrare sul trovare nuove soluzioni per l’attacco. Con il ritorno di Matija Frigan, l’arrivo di Nesta Elphege e l’aggregazione di Daniel Mikolajewski alla Prima Squadra Cuesta avrà diversi moduli da provare e schemi da tentare. E se qualcuno fosse ancora scettico sulle capacità dell’allenatore crociato basta guardare i dati: +10 rispetto a un anno fa, -3 rispetto al bottino di 38 partite con ancora 11 giornate da disputare e 14 gol subiti in meno rispetto a dodici mesi fa. Il lavoro fatto sulla retroguardia crociata è sotto gli occhi di tutti, con una crescita netta e una solidità impensabile guardando alle fragilità difensive di un anno fa. Ciò non significa però che il vantaggio attuale è abbastanza per potersi considerare salvi; manca ancora l’ultimo chilometro, e già una vittoria questa domenica contro la Fiorentina potrebbe permettere ancora più liberta ai crociati.
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