Ieri leoni, e oggi? Non è una squadra da buttare, ma dopo la sosta sarà da dimostrare
Se arrivasse un gol ogni volta che viene ripetuto “Ieri non eravamo da Serie B e oggi non siamo da Champions” probabilmente il Parma sarebbe già in zona Europa. Purtroppo però non è così, e anche se non esplicitamente detto da Carlos Cuesta dopo il KO con la Cremonese, questo probabilmente è il mantra che rimbomba negli spogliatoi ducali. Dopo le sconfitte contro Atalanta e Juventus il Parma sembrava sull’orlo di una crisi rischiosa vista il tempismo e la distanza dalla zona retrocessione, ma il buon periodo tra febbraio e marzo ha risollevato momentaneamente gli animi crociati.
Sono poi arrivati i due KO contro Torino e Cremonese, che hanno di nuovo fatto risollevare problemi sepolti. La mancanza di gioco su tutti ha preoccupato e amareggiato i tifosi, che si sono fatti sentire a fine partita contro i grigiorossi con dei rari fischi. La questione va analizzata prima di tutto con un occhio critico, e constatare che se il Parma oggi si può permettere 7 punti di vantaggio sulla zona retrocessione la squadra (e l’allenatore) non sono da buttare, con anche il fattore di una rosa indebolita rispetto all’anno scorso da prendere in conto. Ogni punto arrivato è stato difeso fino all’ultimo dai crociati, basti pensare al pareggio di Napoli o alle vittorie in extremis contro Bologna, Milan o Hellas Verona.
Quella di mister Cuesta è una squadra che ha saputo prima di tutto non mollare mai. Le carenze tecniche sono sempre state evidenti, ma non sono bastate per affondare il Parma. I crociati hanno praticamente sempre mantenuto un vantaggio sulla zona retrocessione, e ora si possono permettere di affrontare gli ultimi otto impegni con meno pressione. Ciò non vuole però dire che si dovrà buttare la spugna, dato che la salvezza è ancora lontana. E proprio qui ritorniamo al punto del titolo, espresso meno nobilmente rispetto alle diverse conferenze di Cuesta: dopo San Siro non si era leoni e oggi non ci si è trasformati nella famosa rima, ma questo andrà dimostrato. Il gruppo crociato dovrà riguadagnare la fiducia dell’ambiente a partire dal match contro la Lazio, mostrando di avere ancora il mordente per fare male e la concentrazione per difendersi bene e rasserenare le cicliche critiche.
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