Icaro o Dedalo? Tra scommesse e cessioni pesanti, il Parma spera di non essersi avvicinato troppo al sole nel mercato

02.09.2026 16:40 di  Bartolomeo Bassi   vedi letture
Icaro o Dedalo? Tra scommesse e cessioni pesanti, il Parma spera di non essersi avvicinato troppo al sole nel mercato

Sarà un Parma alla Dedalo o alla Icaro? Nel famoso mito greco sono offerte tutte e due le versioni di come potrebbe essere stato il mercato del Parma: i ducali si saranno avvicinati più a Icaro, volato troppo vicino al sole e precipitato in basso dopo aver sciolto la cera delle sue ali, o a Dedalo, il padre più saggio e che, consapevole della propria invenzione, resistette e si salvò? Nell’ultimo mercato la sensazione è che il Parma sia andato all-in con le proprie decisioni, credendo fortemente nel proprio operato e scommettendo, forse di più degli altri anni, sul rendimento immediato di alcuni acquisti. Dopo due mesi di mercato i crociati hanno chiuso 12 acquisti e 8 cessioni (più 16 prestiti), con una campagna cessioni importantissima e una campagna acquisti misteriosa.

Le partenze di Suzuki, Circati e Pellegrino hanno lasciato grossi buchi nella rosa gialloblu, e gli arrivi di Daffara, Diego Carlos e Romero devono ancora dimostrare di essere toppe sufficienti per riparare il vestito crociato. Oltre a loro sono stati riscattati Carboni, Cremaschi e Nicolussi Caviglia, mentre sono stati ufficializzati anche El Bilal Touré, Fabbian e De Martis in prestito. Concludono la campagna acquisti Ghidotti come terzo portiere, Zouin (subito ripartito) e Diallo. Più però su quello che c’è, ci si potrebbe concentrare su quello che non è arrivato, come per esempio un elemento di qualità e tecnica tra centrocampo (un regista) e in attacco (un esterno). Il no di Cancellieri e l’affare saltato di Zeballos hanno lasciato un buco in attacco che non andava colmato negli ultimi giorni di mercato, ma è tardi ormai per ripensarci: la società e mister Cuesta dovranno arrangiarsi con il materiale già presente in rosa, trarre le proprie conclusioni e decidere con che filosofia di modulo procedere.

Un altro tema è quello delle scommesse: per quanto interessanti, i profili dei vari Romero, Touré, Daffara, dello stesso Fabbian sono tutti scommesse. Chi per rendimenti altalenanti e chi per la poca esperienza in Serie A il Parma ha deciso di puntare su profili circondati da mistero e incertezza (di cui due di proprietà e due in prestito, tra l’altro). Sicuramente le scommesse degli ultimi anni hanno portato bene e hanno fruttato un bel gruzzolo nelle casse gialloblu, ma non sempre la dea bendata è misericordiosa. Come già scritto però, è troppo tardi per piangere sul latte versato: si poteva investire qualcosa di più? Difficile, gli investimenti di Krause degli ultimi anni devono iniziare a essere ripagati. Si poteva puntare su altri profili? Forse, ma ormai è tardi per ripensarci. I giocatori presenti in rosa formano un’ottima base su cui lavorare, e si spera che con una imminente sosta da tre settimane ci sia tempo per lavorare e migliorare.

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