Perché niente Frigan? Il croato potrebbe essere l’arma in più, ma non fornisce garanzie
Nella serata di ieri al Tardini erano in parecchi a voler vedere in campo Matija Frigan, che non ha ancora debuttato in Serie A con la maglia del Parma. Il croato aveva giocato in Coppa Italia contro il Catania a gara in corso, mentre ieri mister Cuesta ha fatto altre scelte sia dal primo minuto sia quando ha deciso di attingere dalla panchina. Il dribbling nello stretto e il mancino pericoloso sarebbero potute essere armi importanti per la formazione gialloblu, ma l’allenatore spagnolo ancora evidentemente non si fida al 100% dell’attaccante. Capiamo perché.
Frigan è stato provato spesso da esterno a destra in preseason e ha fornito risposte altalenanti: bene sotto il punto di vista di coinvolgimento da parte dei compagni, da migliorare la lucidità sotto porta e la tenuta fisica. A preoccupare Cuesta però è soprattutto l’equilibrio della squadra: per il tecnico, al momento, è impossibile sostenere Bernabé, Lontani, Frigan e Touré tutti in campo contemporaneamente. Manca un giocatore di gamba, motivo per il quale contro il Catania è stato schierato Britschgi in avanti e ieri si è provato a inserire un centrocampista in più. Questo vuol dire che Frigan sarà relegato alla panchina tutto l’anno? Ovviamente no: la società ha investito sul croato e le sue qualità potrebbero fare comodo al Parma. Bisognerà però lavorare per integrare lui e i nuovi attaccanti in rosa, con l’obiettivo finale che sarà quello di portare il Parma ad essere una minaccia per gli avversari con maggiore consistenza.
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