Fragili in difesa e poco concreti in attacco: Cuesta ha il compito di ridisegnare il Parma
Nonostante le numerose prove di 4-3-3, contando anche l'anno scorso, i crociati non hanno ancora trovato la quadra per essere efficaci con questo schieramento. Spesso la coperta è corta, se ci si sbilancia si rischiano contropiedi pericolosi, mentre se ci si chiude troppo poi è difficile ripartire velocemente. La partita con il Cagliari, ha evidenziato chiaramente questo aspetto: nel primo tempo più possesso ma con diverse ripartenze subite mentre nel secondo tanti problemi con la manovra offensiva. Sempre al Tardini, ma con il Monza, il copione è stato simile: Corvi migliore in campo e squadra che è sembrata scollegata.
Intanto, in due scontri diretti sono arrivati soltanto un gol e un punto, con grosse difficoltà a livello collettivo da segnalare. L'anno scorso, la forza del gruppo di Carlos Cuesta è stata la solidità difensiva, al cospetto di una fase offensiva macchinosa. Quest'anno, la stagione è partita a rilento in entrambe le fasi e questo è un campanello d'allarme. Va evidenziato però il grande cambiamento che la squadra ha avuto, con la cessione di tre pilastri come Suzuki, Circati e Pellegrino e la non conferma di Strefezza, capace di totalizzato due gol e due assist in pochi mesi.
La sensazione è quella che per servire al meglio Romero e Touré, che sono i due principali terminali offensivi, ci sia la necessità di cambiare totalmente filosofia. I lanci alti lunghi per due giocatori abili ma poco strutturati, non hanno funzionato, dunque a Cuesta il compito di trovare soluzioni alternative. L'innesto di Sierro a centrocampo per esempio, potrebbe essere un'arma in più per provare a verticalizzare meglio, in attesa dei rientri di Nicolussi e Bernabè. Con il Como, si prevede una partita quasi proibitiva, ma quello fatto vedere fino ad adesso dai crociati è troppo poco, dunque servirà una reazione immediata.
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