Delprato: voto 7 - Anima di questo Parma. Indossa l’elmetto e guida la squadra alla salvezza
Non c’erano dubbi, ma lui ha voluto confermarlo: Enrico Delprato non è solo capitano, ma soprattutto anima di questo Parma. Il terzino classe 1999 ha incarnato perfettamente la scritta “Anima gialloblu” apposta dietro al colletto delle maglie ducali, certificando di essere una colonna portante della squadra. Ed è proprio da uno dei suoi discorsi che il Parma ha trovato la spinta per andare a conquistare la salvezza.
Il film della stagione - Nello stupore generale, mister Carlos Cuesta adotta la difesa a tre e Delprato rappresenta il braccetto di desta perfetto: devoto a entrambe le fasi, il capitano garantisce copertura in fase difensiva ma si stacca spesso anche in fase di costruzione. In questa stagione, però, fatica a trovare la via della rete come era accaduto l’anno scorso: il primo gol arriva “solo” a novembre, nella sfida del Tardini contro il Milan, quando è bravo a inserirsi in area, beffando la difesa rossonera e impattando il cross di Britschgi.
La vera svolta della stagione sua e di tutto il Parma arriva al termine del match perso per 1-4 contro la Juventus: dopo un periodo difficile, Delprato si presenta in conferenza stampa e, da capitano vero, pronuncia l’ormai famoso discorso dell’elmetto. E le sue parole hanno un effetto quasi immediato: da quel momento la squadra trova un nuovo spirito battagliero e mette in fila vittorie consecutive, che si riveleranno decisive ai fini della salvezza. Delprato prosegue con le sue ormai consuete prestazioni di livello, finendo addirittura la stagione come quinto di centrocampo, garantendo maggiore stabilità alla squadra e segnando anche il secondo gol stagionale contro la Lazio.
VOTO STAGIONE: 7 - Non ci stancheremo mai di dirlo: è l’anima di questo Parma. Ricopre tre ruoli diversi nel corso della stagione: inizia come braccetto, poi terzino e infine esterno a tutta fascia, ma sappiamo che per questa maglia giochebbe (anzi, già lo ha fatto) anche in porta. Abbina affidabilità e qualità, che lo rendono un punto fermo nella formazione crociata.
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