Dalle critiche agli elogi, Cuesta ha ridisegnato il Parma a tutti gli effetti
Quando la società crociata decise di puntare su un profilo giovane e poco conosciuto come Carlos Cuesta a luglio, tanta era la curiosità dei media e dell'opinione pubblica. Tra previsioni e analisi di come lo spagnolo avrebbe giocato, tanti sono stati i paragoni ad Arteta che hanno visto nel mainstream dilagare l'idea del bel calcio. I primi mesi, come logico fosse, sono stati un pò di adattamento al calcio italiano per Cuesta, con qualche esperimento ma mai volto a mettere in difficoltà i giocatori o a stravolgere gli equilibri di una squadra. La difesa a 3 è sempre stata un punto cardine del gioco "Cuestiano", e infatti il reparto arretrato è sempre stato quello più valorizzato. Solidità e compattezza hanno contraddistinto il Parma, anche quando i risultati hanno latitato e l'opinione pubblica non faceva altro che polemizzare sull'idea del calcio antiquato dei crociati.
Insomma, Cuesta è stato fin da subito identificato ed etichettato come catenacciaro dai media, che si sono limitati ad un'analisi superficiale e che non coinvolgeva tutte le attenuanti di un mercato estivo basato sulla rifondazione. La cessione di elementi come Leoni e Bonny, se seguita da una filosofia calcistica spregiudicata e spavalda avrebbe potuto portare a scenari ben peggiori, ma d'altronde c'è un esempio riconducibile all'inizio della scorsa stagione con Pecchia. Il bel gioco con la difesa alta aveva stupito tutti all'inizio, ma poi il Parma è scivolato sempre più giù in classifica evidenziando mancanza di cinismo e pragmatismo. In tutto ciò, Cuesta è stato furbo a riprendere un pò il lavoro che Chivu aveva lasciato in sospeso, con un 3-5-2 arcigno e che coinvolgeva tutti gli undici elementi nelle due fasi.
La vittoria a Milano, è stata solo una conferma di quello che lo spagnolo ha fatto e ha inculcato nella testa dei ragazzi. Sì, perché una volta, due volte, tre volte, può dirti anche fortuna, ma se questa compattezza e questa efficacia dai calci piazzati ha portato 32 punti a febbraio, vuol dire che la strada intrapresa funziona e non è frutto del caso. Troppo tardi fare ora i complimenti ad un ragazzo giovane e che si è subito focalizzato sull'obiettivo del Parma e su cosa servisse fare per raggiungerlo.
LEGGI QUI: Marinozzi: "Tanti complimenti a Cuesta, giocare questo tipo di partita non è scontato"


