Cuesta: voto 7+, equilibrio al potere. Ha messo delle basi solidissime, adesso è tempo di costruire

31.05.2026 23:11 di  Simone Lorini  Twitter:    vedi letture
Cuesta: voto 7+, equilibrio al potere. Ha messo delle basi solidissime, adesso è tempo di costruire

L'architetto è tornato in città: dopo un addio lacrimoso e che sembrava definitivo dopo Parma-Sassuolo, le strade di Carlos Cuesta e del Parma sembravano destinate a dividersi dopo un solo anno. Invece, un evento con Cherubini, una serie di conversarzioni con Krause e una rassicurazione sulla squadra che verrà hanno cambiato tutto. Ora la permanenza dello spagnolo sembra quasi scontata, al punto che una stretta di mano col patron americano potrebbe suggellare il tutto già ad inizio della prossima settimana. 

La stagione del Parma è stata stranissima, con tante svolte inattese: partito con una idea di gioco ben precisa, il maiorchino ha saputo correggere sè stesso e le proprie aspettative, puntando su una squadra meno aggressiva, più attendista e dedita al contropiede. E proprio quando sembrava che col rientro di Ondrejka e Oristanio si potesse svoltare in modo definitivo o quasi verso il 4-3-3, un nuovo cambio di direzione: 3-5-2, perfetto per valorizzare Troilo e Valeri, soprattutto con l'arrivo di Strefezza. Forse proprio il rendimento degli acquisti invernali è stata la vera ciliegina sulla torta del lavoro di Cuesta: ha aspettato Nicolussi, ha esaltato l'ex Como e ha sfruttato ogni atomo di energia presenze nel corpo di Elphege, il tutto dovendo rinunciare a Suzuki per metà stagione. Al Parma oggi ci sono basi solidissime, con una rosa forte fisicamente ma che necessità di talento e tecnica, magari valorizzando una Primavera che arriva da una stagione spettacolare: ora, con la società, dovrà saper costruire al Parma una volto diverso. 

VOTO STAGIONE: 7+ - Si poteva fare peggio? Tantissimo!!! Si poteva fare meglio? Forse un pochino sì, sotto diversi aspetti, ma non molto di più. Il Parma non è una squadra da Europa, ma ha perso certe partite in modo evitabilissimo e aver concluso alle spalle di Torino e Sassuolo, due squadre che la squadra crociata ha battuto durante la stagione, aggiunge qualche microscopico rimpianto. Ma quanti meriti ha lo spagnolo: in primis aver creato un gruppo più che solido indivisibile, al punto che in ogni intervista i calciatori parlavano di 'famiglia' riferendosi ai compagni, ma anche e soprattutto quello di aver esaltato le doti di lotta di una squadra impoverita dal punto di vista tecnico e irrobustita su quello fisico, avendo perso il miglior difensore a metà ritiro e il miglior acquisto estivo dopo un allenamento. Eppure, avete mai sentito Cuesta lamentarsi dell'assenza di Frigan? Un uomo vero, di quelli che sanno unire uno spogliatoio e guidare un gruppo: così è stato, così sarà.