Cuesta "il Camaleontico": il tecnico del Parma ha schierato 35 formazioni diverse la scorsa stagione
C'è un tratto che forse più di altri ha distinto la prima stagione da allenatore in Serie A di Carlos Cuesta: la capacità di sapersi adattare all'avversario. Se per molti questa caratteristica può essere interpretata come una mancanza di coraggio o di idee, in realtà questa è la dimostrazione di un attenzione manicacale del tecnico maiorchino a tutti i dettagli, studiando e approfondendo tutte le qualità delle squadre che incontra. A riprova della cura di Cuesta, ci sono le "mille" formazioni diverse schierate dall'allenatore crociato nell'ultima stagione: mille forse no, ma 35 su 38 giornate di Serie A è un numero che fa abbastanza impressione.
Nell'ultimo campionato infatti, Cuesta ha schierato solo due undici titolari in occasioni multiple: la prima è il 4-3-3 composto da Corvi, Delprato, Circati, Valenti, Valeri, Bernabè, Keita, Sorensen, Oristanio, Pellegrino e Ondrejka, visto nelle due trasferte di Sassuolo e Lecce; la seconda è il 3-5-2 visto nel finale, composto da Suzuki, Circati, Troilo, Ndiaye, Delprato, Bernabè, Nicolussi, Keita, Valeri, Strefezza e Pellegrino, schierato in casa con il Pisa e con Udinese e Inter in trasferta. Per il resto, nelle altre 33 giornate, 33 formazioni diverse. L'incertezza in porta, i problemi disciplinari dietro, gli arrivi a gennaio, le occasioni a Mikolajewski e Cremaschi... questi e tanti altri sono i fattori che hanno portato Cuesta a variare molto spesso l'assetto, a partire dal modulo.
Cambiare così tanto, come tutte le cose, ha pro e contro: da una parte comunque va detto che l'allenatore crociato ha dato almeno una chance praticamente a tutta la rosa, facendo sentire dunque tutti dentro al progetto; dall'altro i problemi emersi nella manovra di gioco potrebbero essere derivati anche da una scarsa abitudine dell'undici scelto a giocare insieme.
Ora comunque c'è il mercato: Cuesta ha già fatto capire la scorsa stagione di volere una rosa ampia, che gli possa permettere di adattarsi come un camaleonte a tutte le situazioni. Vedremo chi partirà e chi arriverà quest'estate, ma quel che è certo è che finché il maiorchino sarà alla guida del Parma, immaginare un modulo o undici tipo sara abbastanza inutile, vista la sua versatilità nelle scelte.
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