Contro il Bologna il "risveglio" dei subentrati: Ordonez rompe un digiuno lungo cinque mesi
Nel calcio moderno, dove le cinque sostituzioni hanno trasformato le panchine in vere e proprie squadre B, il dato relativo ai subentrati del Parma racconta una storia di silenzi prolungati. Il gol vittoria di Christian Ordóñez al Dall’Ara non ha regalato ai crociati solo tre punti pesantissimi nel derby, ma ha interrotto un’astinenza statistica che rasentava l’incredibile.
Prima del guizzo dell'argentino a Bologna, l’ultimo e unico squillo arrivato dalla panchina in questa stagione risaliva addirittura allo scorso agosto, quando Patrick Cutrone trafisse l’Atalanta nelle prime giornate di campionato. In mezzo, un vuoto durato cinque mesi: un’eternità per una squadra che ha fatto della freschezza e del ritmo dei punti fondamentali nelle scorse annate. Mentre le dirette concorrenti hanno spesso trovato nei dodicesimi uomini la risorsa per spaccare le partite, Carlos Cuesta ha dovuto fare i conti con un apporto realizzativo quasi nullo da parte di chi subentrava, limitando drasticamente le opzioni strategiche nei finali di gara.
Il digiuno spezzato domenica scorsa può però rappresentare un punto di svolta, non un caso isolato. Se il Parma vuole navigare in acque tranquille, deve contare sul contributo di chi entra a partita in corso. Il gol di Ordóñez, nato peraltro dall’assist di un altro subentrato come Nicolussi Caviglia, suggerisce che la qualità in rosa esiste, dunque il compito di Cuesta sarà ora quello di trasformare questa scintilla in una costante, rendendo la panchina un’arma e non più un semplice riempitivo.
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