Circati, voto 6,5 - L'anno della maturità: mentalità vincente nella stagione decisiva per la sua carriera
Alessandro Circati ha la mentalità da vincente. Questa stagione ha certificato ancora una volta la solidità di questo ragazzo, che con la solita calma da veterano, ha affrontato senza alcuna paura un passaggio chiave della sua carriera: Circati rientrava dopo un gravissimo infortunio, era alla sua prima vera stagione in Serie A e doveva dimostrare non solo di esser tornato a pieno regime, ma anche di esser pronto per giocare a questi livelli. Alla fine il bilancio è eccellente: stagione costante, su alti livelli, premiata dal primo gol in Serie A e dalla fascia da capitano al braccio, in sostituzione di Delprato. Come se non bastasse, ora arriva il meritato mondiale: un palcoscenico importante, per mettersi in mostra e vivere a 22 anno un primo mondiale, già da veterano.
Il film della stagione - La partenza di Leoni responsabilizza ulteriormente Circati. Per il centrale crociato però, la pressione sembra non esistere: con la calma da giocatore esperto e la malizia del veterano, fin dalle prime uscite si prende un ruolo da leader al centro della difesa. Prestazioni costanti fin dall'inizio di stagione, con qualunque modulo. Si esalta in ogni ruolo della difesa a tre e anche quando il Parma gioca a quattro, dimostrando tanta versatilità.
Qualche raro inciampo non condiziona il suo cammino e quando Cuesta lo perde per infortunio, nel suo momento migliore, la difesa vaccilla. Al suo ritorno però, Circati, come se nulla fosse, torna subito sui suoi livelli che mantiene fino al termine del campionato. Alla fine sono 31 presenze, quasi tutte eccellenti, premiate da un gol, il primo in Serie A, segnato all'Olimpico contro la Roma. Oltre alla crescita sul campo, la maturità arriva anche fuori: Circati ora parla da leader e segue l'esempio di Delprato, da buon capitan futuro. Salvo offerte folli, rimarrà ancora a Parma: ma attenzione perché il mondiale è sempre una vetrina speciale.
VOTO STAGIONE: 6,5 - Uno dei migliori per costanza di rendimento. Non era facile mantenere questo livello per tutto il campionato, al primo vero anno di Serie A, ma lui riesce a far sembrare tutto facile. Prestazioni sempre convincenti e soprattutto tanta personalità, che gli consente di prendersi responsabilità e diventare leader dello spogliatoio.


