PL - Susic: "Bruno Alves bravissimo a non far rimpiangere Lucarelli"

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22.04.2019 15:00 di Sebastian Donzella   Vedi letture
PL - Susic: "Bruno Alves bravissimo a non far rimpiangere Lucarelli"

Tre anni, una promozione in A e una Coppa UEFA. Quando nomini Massimo Susic non puoi non pensare a momenti storici per il Parma negli anni '90. Due esperienze in gialloblù, la prima in cadetteria con immediata salita in massima serie, la seconda in un biennio con affermazione europea. ParmaLive.com ha intervistato l'ex difensore crociato per analizzare la stagione in corso.

Cominciamo dal presente. E dal gran punto contro il Milan.
"Un risultato ottimale visti i risultati delle altre. A rimetterci è stato sicuramente il team rossonero mentre ai crociati il segno X permette di avvicinarsi sempre più alla salvezza. Ed è stato anche un pari meritato per quanto visto in campo".

Ha visto il Parma dal vivo in stagione?
"Sì, a Empoli. Una gara che i toscani giocarono meglio ma che i gialloblù buttarono via, con quel 3-3 dei padroni di casa a tempo praticamente scaduto. Ricordo anche che immediatamente prima del corner decisivo arrivò una sostituzione, non so quanto obbligata e quanto voluta. Diciamo che non fu una mossa fortunata, visto che pochi secondi dopo arrivò il gol".

A proposito di gioco: come valuta D'Aversa?
"Si è adeguato ai giocatori che ha a disposizione. Gervinho, l'uomo migliore, è perfetto per il contropiede. D'Aversa è stato costretto dalla rosa che ha a comportarsi così. Nel girone d'andata nessuno parlava di difensivismo perché le cose andavano molto bene. Poi quando è arrivato un calo fisiologico al ritorno, dovuto anche ai tanti infortuni, si è iniziato a parlare del gioco poco spettacolare. Non mi sembra giusto nei suoi confronti, visto il gran campionato e quanto di buono fatto in questi anni in gialloblù".

Quali sono i giocatori simbolo di questo Parma?
"Detto che Gervinho non l'abbiamo scoperto quest'anno, direi Inglese e Bruno Alves. Il primo dà una spinta in più e vede la porta come pochi: la sua assenza non è passata inosservata. Il portoghese, invece, ha dato grande sicurezza a un reparto orfano dopo tanti anni di Lucarelli, una figura difficilissima da sostituire. Però più della forza del singolo il Parma ha fatto grandi cose con la forza del gruppo".

Promozione in A e Coppa Uefa le sue vittorie. La prima è arrivata, per la seconda bisognerà aspettare tanto?
"Non so, adesso è tutto un altro calcio, girano più interessi. L'anno della promozione in A, eravamo quasi tutti ventenni con tre giocatori esperti: Zunico, Donati e Zoratto. Poi negli anni in cui abbiamo vinto la UEFA ero in un gran gruppo di giocatori di grandissimo valore: Zola, Asprilla, Dino Baggio, Crippa, Minotti, Apolloni, Couto. Adesso si punta sull'esperienza anche per vincere la serie B: i giovani li scopri solo quando sei con l'acqua alla gola, servirebbe lavorare più sui giovani italiani. E questo discorso vale per tutta Italia. Poi ovviamente non puoi non fare i complimenti al Parma per la promozione di un anno fa, pur se arrivata con una squadra di over 30".