PL - De Canio: "Critiche a D'Aversa incomprensibili. Inutile scimmiottare le big"

@ESCLUSIVA PARMALIVE - RIPRODUZIONE RISERVATA
02.04.2019 19:50 di Sebastian Donzella   Vedi letture
PL - De Canio: "Critiche a D'Aversa incomprensibili. Inutile scimmiottare le big"

Due anni di salvezze vissute insieme, uno in panchina, l'altro al centro del campo. Parliamo del decennio scorso, di Siena, di Luigi De Canio e di Roberto D'Aversa. Il tecnico dei bianconeri di quasi 15 anni fa, reduce da un'esperienza alla Ternana dopo le tante annate tra A e B, è intervenuto a ParmaLive.com per raccontarci come si vive una corsa alla salvezza che il suo ex centrocampista adesso vive in prima persona in gialloblù.

D'Aversa allenatore e anche a un passo dalla salvezza. Se l'aspettava?
"Si, sapevo che sarebbe diventato un mister. E pure uno di quelli bravi. Perché già da giocatore gli piaceva parlare di tattiche, riflettere sui dettagli di un match o di un allenamento, informarsi dentro e fuori dal campo. È sempre stato molto curioso e questa sua rapida ascesa non mi ha sorpreso".

Eppure qualcuno critica il suo modo di giocare: catenacciaro e all'italiana, 
"Io non ho visto questo Parma, quella che propongono i suoi critici è un'analisi incomprensibile. Non solo per i risultati che sta raggiungendo ma per una questione concettuale: un allenatore intelligente è quello che sa adattare il gioco della sua squadra alle caratteristiche dei giocatori che ha in rosa. In questo D'Aversa è bravissima perché è sempre stato un uomo di grandissima intelligenza. E poi mi sembra logico che, in una squadra a caccia della salvezza, ci sia molto equilibrio in fase difensiva. Ritengo inutile, insomma, scimmiottare il gioco delle big d'Europa che spendono milioni e milioni di euro e magari falliscono i propri obiettivi".

È rimasto in contatto con mister D'Aversa?
"Sì, ci sentiamo ogni tanto. L'ho seguito in questa sua scalata dalla Serie C alla Serie A: grazie alla sua presenza e a quella del direttore Faggiano sono legato affettivamente al Parma".

Passiamo proprio al direttore Faggiano: altro giovane in rampa di lancio.
"Non mi sorprende nemmeno lui. Non ho avuto il piacere di lavorarci insieme ma l'ho conosciuto e l'apprezzo: si vede che ha grande talento".

Entrambi sono stati accostati insieme o da soli a più riprese a nomi importanti della Serie A: Roma e Fiorentina su tutte.
"Quando una fa veramente bene è normale che venga accostato a tanti club di gran valore. Ci sono squadre che hanno speso di più e hanno una rosa molto più esperta di quella crociata e non fanno i risultati che fa il Parma. Quindi ben venga che diesse, mister e giocatori siano attenzionati da club di fascia alta".

Torniamo alla lotta salvezza. Lei che ne ha vissute tante in A, come la vede?
"Più o meno come gli altri anni. Poche squadre rischiano di andare giù e qualcuna è in fondo alla classifica sin dalle prime battute del campionato".

A tal proposito, domani c'è Frosinone-Parma. Come si tiene alta la concentrazione?
"I crociati non sono mai stati coinvolti seriamente nella zona retrocessione, pur essendo neopromossi. Il giusto mix tra esperti e debuttanti in categoria creato da Faggiano e gestito da D'Aversa ha fin qui dato ottimi risultati. Entrambi hanno la personalità necessaria per indicare la giusta strada ai ducali anche nella sfida di domani. Il Parma sta facendo qualcosa di importante e non deve buttare via la salvezza".

Chiusura con un sogno, quello dei tifosi crociati: l'Europa.
"Per i grandi successi e per i grandi obiettivi occorre strutturarsi e per farlo ci vuole tempo. Gli aspetti economici sono importanti, quelli tecnici ugualmente. E l'equilibrio societario è fondamentale. Vivere una stagione di gloria per poi rischiare di sparire non credo sia il caso. A maggior ragione in una piazza come quella ducale che ha già vissuto un'esperienza simile".