PL - Cuoghi: "Parma-Milan X2. Ma resto un grandissimo tifoso gialloblù"

19.04.2019 20:24 di Sebastian Donzella   Vedi letture
© foto di Prospero Scolpini/TuttoSalernitana.com
PL - Cuoghi: "Parma-Milan X2. Ma resto un grandissimo tifoso gialloblù"

Stefano Cuoghi del Milan e del Parma è stato giocatore. In gialloblù ha chiuso la carriera con la vittoria di una Coppa Italia e di una Coppa delle Coppe. ParmaLive.com ha intervistato uno dei migliori ex crociati della storia. 

Partiamo subito col pronostico: domani chi vince?
“Mi gioco la doppia chance: X2, anche se sono legato al Parma. Però il Milan, con la vittoria di domenica, si è rilanciato per la corsa alla Champions. Il calendario dei rossoneri non è complicatissimo e i rossoneri vedono il traguardo vicino. Ma non sarà affatto facile contro un Parma che darà qualcosa in più anche grazie a qualche rientro importante. Ovviamente il Milan ha tutte le carte in regola per andare a vincere al Tardini”.

Cosa servirà ai ducali per non perdere?
"Giocarsela con le armi che ha. Tanto ordine in campo, meno errori possibili e ripartenze in campo aperto quando ne avrà la possibilità”.

Capitolo salvezza: arriverà?
"Credo di sì, anche se il periodo attuale non è facile.  I tifosi si erano fatti la bocca buona e li capisco ma bisognerebbe ricordare cosa è stato fatto nel recente passato. Sia con le tre promozioni consecutive sia con l'ottimo campionato in A, disputato tutto sopra la linega di galleggiamento. Ultimamente il Parma ha avuto qualche problema perché son mancati certi giocatori di gran livello e, in una rosa che non può essere profonda come quella delle big, una tale mancanza si sente".

Capitolo D'Aversa: da tecnico a tecnico, che ne pensa?
“Lo apprezzo molto perché compare poco e lavora tanto. Come tanti mister ha addosso un’etichetta non veritiera di catenacciaro. L’abilità di un tecnico è sfruttare al massimo le potenzialità dei giocatori che ha, non partire palla al piede sin dalla porta per poi beccare gol incredibili. Non viene apprezzato in maniera totale il suo lavoro, al contrario di altri tecnici che vengono esaltati pur avendo fatto meno di D’Aversa. Ma la cosa non mi sorprende: per ora sembra che Allegri e Ancelotti siano i più scarsi della serie A”.

È stato accostato ripetutamente alla Fiorentina. Lo reputa pronto per un salto del genere?
"Siamo sicuri che non sia capace di giocare in altra maniera? Son state date chance a tanti allenatori che meritavano meno di lui e mi sembra giusto che prima o poi l’abbia anche lui. Ma son convinto che, per come si sta bene al Parma, D’Aversa ci penserà dieci volte prima di andare via. Poi ovviamente se vieni chiamato da una big è praticamente impossibile rifiutare". 

Domanda identica sul diesse Faggiano.
“Anche lui è molto bravo, l’ho conosciuto tantissimi anni fa grazie ad amici in comune. Ha fatto la gavetta, ha fatto bene in tante piazze. Gli faccio i complimenti, sta facendo un lavoro molto importante. Chi si sarebbe preso il rischio di prendere Gervinho e Bruno Alves? Solo lui. E poi che spettacolo vedere tanti ragazzi cresciuti tra C e B sfruttare al massimo la loro chance in Serie A: con sacrificio, voglia e lavoro gente come Iacoponi, Gagliolo, Barillà e Scozzarella hanno costruito la loro carriera categoria dopo categoria. Sono giocatori da emulare per come sono arrivati in alto grazie alla loro voglia. E ricordo anche Sepe che incontrai da avversario al Pisa".

E al "Tardini" quando ci torna?
"Appena capiterà. Sono un grandissimo tifoso del Parma. Città meravigliosa, gente fenomenale, anni vincenti. Dopo aver smesso di giocare son rimasto altri sette anni a viverci. Pur non andando allo stadio, ho seguito in TV da malato di calcio. Le squadre in cui ho giocato o che ho allenato ovviamente le seguo in maniera particolare. E Parma è in cima alle mie preferenze".

Paragone in chiusura tra passato e presente: tornerà il grande Parma?
“Il periodo del cavalier Tanzi è irripetibile per mille motivi. Questo Parma deve avere una politica diversa: deve trovare giovani bravi da far crescere e poi rivendere, per poter mantenere la serie A. Poi non so chi guiderà il club nei prossimi anni ma molto dipenderà dagli investimenti. Sarebbe ottimale diventare come l’Atalanta ma a Bergamo parliamo di un lavoro sul settore giovanile che va avanti da tantissimo”.