Una settimana ricca di spunti, tra il futuro di Cuesta e le ambizioni della società. Ma oggi c’è il Como: un altro test per misurare la voglia di crescere

17.05.2026 00:00 di  Michele Perazzo   vedi letture
Una settimana ricca di spunti, tra il futuro di Cuesta e le ambizioni della società. Ma oggi c’è il Como: un altro test per misurare la voglia di crescere
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it

Dopo la bruciante sconfitta di domenica scorsa al Tardini contro la Roma, si sono susseguiti numerosi dibattiti, anche a livello nazionale, sugli episodi controversi che hanno caratterizzato i minuti finali della partita e ne hanno condizionato il risultato. Al di là di tutto, per il Parma resta la consapevolezza di aver disputato una prova di livello, soprattutto nel secondo tempo. Ma oltre agli strascichi di Parma-Roma, la settimana ha offerto numerosi spunti di riflessione in chiave futura. Cherubini, intervenuto durante la “Charity Gala Dinner” (evento in cui al Parma è stato assegnato il premio "Fondazione Roma-Il Valore del Gioco"), ha lasciato intendere come la conferma del tecnico gialloblù per la prossima stagione non sia ancora scontata. La decisione verrà presa al termine del campionato, dopo un’attenta valutazione delle motivazioni e delle condizioni per proseguire insieme. Da parte sua, Cuesta, nella conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Como, ha ribadito la necessità di rimandare ogni discorso alla fine della stagione, pur sottolineando l’esistenza di un contratto valido anche per il prossimo anno.

LEGGI QUI: Cuesta sul futuro: "Cherubini ha detto la verità, a breve valutazioni per vedere come andare avanti"

Parlando ancora del futuro, l’amministratore delegato gialloblù, in un’intervista a Calcio e Finanza, ha parlato delle ambizioni della società di Krause, spiegando che il consolidamento della categoria rappresenta il primo passo verso un obiettivo di medio-lungo periodo più ambizioso, seppur difficile: riportare il club a competere in Europa. Alla sostenibilità e alla competitività, il club intende quindi affiancare anche l’ambizione: crescere attraverso un percorso capace di coniugare equilibrio economico e risultati sportivi. Un cammino che dovrà necessariamente tener conto anche delle dinamiche di mercato, allineando la volontà della società a quella dei calciatori. In sintesi, il giocatore deve “arrivare ad allenarsi con il sorriso”.

LEGGI QUI: Cherubini: "L'ambizione del Parma è tornare nelle coppe europee. Nostro progetto simile all'Udinese"

Sono dunque diversi gli spunti di riflessione sul tavolo per il futuro del Parma, senza dimenticare i primi rumors di mercato. Tuttavia, tutto questo non deve far passare in secondo piano l’impegno odierno dei crociati al Sinigaglia contro il Como. Tralasciando il sofferto e per certi versi incredibile iter che ha portato a fissare alle 12 l’orario d’inizio dell’incontro, il Parma arriva alla sfida con numerose defezioni: ai lungodegenti Frigan e Cremaschi si aggiungono Bernabé e Ondrejka (operati in settimana), Oristanio e Rinaldi, oltre a Britschgi, squalificato dopo il doppio giallo rimediato contro la Roma. Un Parma quindi con gli uomini contati, tanto che Cuesta ha convocato ben cinque ragazzi della Primavera di Corrent: il portiere Gianluca Astaldi, il difensore Marlon Mena Martinez, il centrocampista Edoardo Tigani e gli attaccanti Daniel Mikolajewski e Alessandro Cardinali. Di fronte, i crociati troveranno un Como che ha saputo sfruttare al meglio gli ingenti investimenti delle ultime sessioni di mercato, centrando già al secondo anno in Serie A la qualificazione matematica alla prossima Europa League con due giornate d’anticipo e restando ancora in corsa anche per la Champions League. Il tecnico spagnolo Fabregas, che nella conferenza prepartita ha avuto parole di elogio per il gialloblù ed ex del Como Gabriel Strefezza, dovrà anch’esso fare a meno di qualche giocatore, su tutti Nico Paz. Per i gialloblù, la partita di oggi rappresenta un ulteriore appuntamento, dopo Inter e Roma, per misurarsi con una squadra di alta classifica in questo finale di campionato: un’opportunità per tornare alla vittoria a Como a distanza di quasi quarant’anni e per sfatare anche il tabù Fabregas, considerando che nei quattro precedenti si registrano una vittoria lariana e tre pareggi. Soprattutto, sarà un’ulteriore occasione per dimostrare che le motivazioni restano intatte anche a salvezza raggiunta, e che la mentalità di affrontare ogni partita con l’obiettivo di vincere e onorare la maglia crociata è ormai consolidata, all’interno di un percorso di crescita capace di sostenere le ambizioni future del club.

LEGGI QUI: Cuesta sugli infortunati: "Oltre a Bernabé e Ondrejka anche Rinaldi assente, si è fatto male ieri"