Una sconfitta che brucia: contro la Roma i crociati raccolgono zero punti, ma conquistano gli applausi convinti di tutto lo stadio. Parma, continua così: la strada intrapresa è quella giusta

11.05.2026 00:00 di  Michele Perazzo   vedi letture
Una sconfitta che brucia: contro la Roma i crociati raccolgono zero punti, ma conquistano gli applausi convinti di tutto lo stadio. Parma, continua così: la strada intrapresa è quella giusta

Al termine di una partita a dir poco rocambolesca, il Parma è uscito sconfitto dal confronto contro la Roma: il 2-3 finale ha il sapore di una vera e propria beffa, considerando che i crociati al 93’ erano ancora in vantaggio per 2-1. Un epilogo amarissimo al termine di un’eccellente prestazione dei gialloblù di Cuesta, capaci di tenere testa per tutta la gara a una squadra di alta classifica, arrivata al Tardini in cerca di un successo fondamentale in chiave qualificazione alla prossima Champions League. La vittoria della Roma di Gasperini è arrivata nel modo più bruciante: non solo perché maturata nei minuti di recupero, ma anche perché su entrambe le reti decisive (il gol di Rensch, arrivato al termine di una furibonda mischia, e il rigore trasformato da Malen) restano diversi episodi dubbi. Perfino mister Cuesta, solitamente poco incline a commentare le decisioni arbitrali, ha espresso nel post-partita un forte rammarico per quanto accaduto negli ultimi minuti, non solo in relazione ai due gol subiti, ma più in generale per la gestione degli ultimi minuti della gara da parte dell’arbitro Chiffi.

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La delusione per il risultato è inevitabilmente elevata: tuttavia deve restare negli occhi la prestazione dei gialloblù, che è stata estremamente positiva, senza dubbio una delle migliori (se non la migliore) viste in questa stagione. Tutti i giocatori hanno dato il massimo in una gara che, per classifica e obiettivi, aveva un peso specifico maggiore per la Roma. I crociati hanno dimostrato nei fatti che le dichiarazioni della vigilia (improntate alla decisa volontà di onorare al meglio il campionato anche dopo la salvezza matematica) non erano semplici formule di circostanza, ma un reale impegno assunto dal gruppo. Già nel primo tempo la squadra di Cuesta aveva fatto chiaramente intendere di non voler interpretare la gara in modo attendista. Il Parma ha difeso con ordine, ma senza rinunciare a proporsi, cercando di colpire alla prima occasione utile attraverso rapide verticalizzazioni. È però nella ripresa che il Parma, sotto di un gol, ha mostrato i segnali più evidenti di crescita, soprattutto nella gestione della fase offensiva, un po’ il tallone d’Achille della squadra in questa stagione. Ritmi elevati, giocate di qualità e una crescente capacità di costruire occasioni hanno caratterizzato una seconda frazione di grande spessore. Si è finalmente rivisto il miglior Valeri, autore di efficaci discese sulla fascia e di cross insidiosi in area, purtroppo non sempre sfruttati al meglio dalle punte. Ottima anche la prestazione del centrocampo, dove Keita e Nicolussi Caviglia hanno fornito una prova di grande spessore: il valdostano ha disputato una ripresa di qualità eccelsa, mentre il belga è stato protagonista di una partita straordinaria, impreziosita dal suo primo gol con la maglia crociata a suggellare una stagione di assoluto valore. Ma in generale, tutti i giocatori impiegati hanno offerto una prova di grande impegno e sostanza, meritandosi gli applausi convinti del Tardini nonostante il verdetto del campo.

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È questo, in fondo, l’aspetto su cui vale la pena soffermarsi. La squadra anche dopo aver raggiunto la salvezza continua a proporre prestazioni di alto livello. Già contro l’Inter a San Siro in un contesto reso difficile dall’importanza della posta in palio, i crociati avevano ben figurato; contro la Roma, però, il passo in avanti è stato evidente. I crociati hanno dimostrato che il percorso più volte indicato da mister Cuesta per costruire una fase offensiva più efficace e un calcio più propositivo, dopo aver sviluppato una solida fase difensiva non solo è iniziato, ma procede nella giusta direzione. Che la mentalità di sacrificio e di lavoro del gruppo non è venuta meno a obiettivo raggiunto, anzi si è rafforzata ed arricchita con una più marcata volontà di giocarsi le partite per vincerle. La strada per il prossimo anno è stata tracciata e il solco è ben visibile: ora l’obiettivo diventa continuare su questo percorso senza disperdere quanto di buono è già stato costruito.

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