Un altro risultato pesante ma c'è una consolazione importante: il margine salvezza resta invariato

02.02.2026 00:00 di  Saverio Botticelli   vedi letture
Un altro risultato pesante ma c'è una consolazione importante: il margine salvezza resta invariato
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Cercare appigli positivi dopo un 4-1 casalingo è un esercizio quasi crudele, soprattutto quando l’avversario ti mette alle corde fin dai primi minuti e non ti concede mai l’illusione di poter rientrare davvero in partita. Il Parma esce dal Tardini con una sconfitta pesante nel punteggio e ancora più pesante nelle sensazioni, perché la Juventus ha fatto tutto ciò che voleva, quando voleva. Una gara indirizzata subito sui binari sbagliati e mai davvero raddrizzata.

La squadra di Cuesta paga errori che ormai iniziano a ripetersi con una certa regolarità. Due gol concessi da calcio da fermo sono un campanello d’allarme che suona forte: non è solo una questione di centimetri o di concentrazione episodica, ma di struttura, di attenzione collettiva, di letture. A questo si aggiunge una rete subita in ripartenza, simbolo di una squadra che, nel tentativo di reagire, finisce per scoprirsi e concedere campo a un avversario che vive di queste situazioni. La Juventus, preparata alla perfezione, ha interpretato la partita con lucidità e cinismo, capace di colpire senza sprecare nulla.

Eppure, per quanto il risultato sembri chiudere ogni discussione, questo non è il momento delle forche caudine. Il campionato del Parma non si giudica in una sera storta, per quanto rumorosa. La strada verso la salvezza è ancora lunga e tortuosa, e trasformare ogni sconfitta in un processo rischia solo di appesantire ulteriormente un ambiente che ha bisogno dell’esatto opposto: serenità, compattezza, fiducia. Serve lavorare a testa bassa, limare gli errori, ma senza perdere di vista il quadro generale. La vera sfida, ora, è mentale. Il Parma deve scrollarsi di dosso le paure che stanno emergendo nelle difficoltà e ritrovare quella squadra ordinata, precisa e compatta vista tra dicembre e gennaio. Non è un’utopia, è una necessità. Perché la salvezza passa anche - e soprattutto - dalla capacità di rialzarsi dopo giornate come questa, senza smarrire identità e coraggio.

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