Troilazo a San Siro: in casa di Allegri il Parma vince di corto muso. Terzo successo di fila, ma la parola d’ordine resta una sola: equilibrio

23.02.2026 00:00 di  Francesco Servino   vedi letture
Troilazo a San Siro: in casa di Allegri il Parma vince di corto muso. Terzo successo di fila, ma la parola d’ordine resta una sola: equilibrio
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“Nelle corse dei cavalli basta mettere il musetto davanti…” Così parlava Max Allegri anni orsono, con una frase che è diventata un vero e proprio cult delle conversazioni tema calcio e non solo. Questo inno alla vittoria di misura si sposa a meraviglia però con il Parma delle ultime settimane: 0-1 a Bologna con gol di Ordonez al 94’, 2-1 con rete di Pellegrino al 93’ contro il Verona e ieri 0-1 a San Siro, con lo stacco imperioso di Troilo all’80’ che ha steso il Milan a domicilio. Tre vittorie in volata al photofinish, tre musetti messi davanti agli avversari, nove punti fatti in un amen e zona retrocessione allontanata. Se qualcuno ha un problema con il modo in cui sono arrivati questi risultati si faccia avanti, ma intanto i tifosi del Parma si godono questi momenti che mancavano da tanto tempo.

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Il Parma non esprimerà il gioco più bello di questo mondo (e chi se ne frega aggiungerei), ma dimostra di essere una formazione pragmatica, come comanda il suo allenatore. Settimana dopo settimana, questa squadra assomiglia sempre più al suo condottiero Carlos Cuesta, che continua a ripetere conferenza dopo conferenza una parola più di tutte: equilibrio. L’equilibrio che ci deve essere in campo, restando attenti a non lasciare spiragli agli avversari e capendo i momenti della partita nei quali è invece giusto spingersi in avanti e rischiare qualcosa in più per trovare la via della rete. L’equilibrio, però, bisogna averlo anche quando si vanno ad analizzare gli eventi: il Parma non era una squadra terribile quando perdeva pesantemente contro Atalanta e Juventus e non è invincibile oggi dopo gli ultimi risultati. La verità, come spesso capita, sta nel mezzo: sono state fatte delle cose positive, sicuramente in crescendo negli ultimi match, ma c'è ancora molto da fare. Sarebbe da stolti però non guardare alla partita di San Siro senza sorridere, perché quello che i gialloblu hanno fatto è un qualcosa di davvero rilevante in questo campionato. Il Milan aveva dimenticato come si perdeva, era da agosto che i rossoneri non provavano questa sensazione in Serie A e ciò deve sicuramente far riflettere e soprattutto far gioire i tifosi crociati. La maniera nella quale questa vittoria è arrivata rispecchia in tutto e per tutto la filosofia portata avanti da mister Cuesta: gli altri non tirano, o lo fanno molto poco, il Parma prova a sfruttare le occasioni che la partita offre. Ieri la gara di San Siro ha offerto un calcio d’angolo, che con astuzia e bravura i ducali hanno sfruttato alla perfezione, con Troilo che sovrasta tutti e manda in Paradiso i suoi.

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Ma il vero salto di qualità il Parma lo ha fatto in difesa, chiudendosi in modo ordinato e senza lasciare al Milan alcuno spazio di manovra. L’unica vera occasione è arrivata da un passaggio sbagliato in disimpegno di Britschgi, con il tiro al volo di Leao che si è stampato sul palo, graziando Corvi e tutta la retroguardia gialloblu. Per il resto, il Milan è stato incapace di mostrare il talento dei propri singoli, rimanendo spesso ingabbiato nei raddoppi sistematici sulle fasce e nella grande densità di giocatori al centro. Naturalmente questa scelta strategica di Cuesta non è sinonimo di successo in qualsiasi occasione, ma è impossibile negare che i risultati al momento sono dalla sua. Il manifesto del bel gioco spagnoleggiante e del fútbol dove l’attaccante è lo spazio lascia il tempo che trova. In questa Serie A vanno fatti i punti e con la rosa che ha a disposizione Cuesta ha compreso dopo mesi di studio che questo è il modo più efficace. Anche a lui piacerebbe vedere più dribbling, più azioni pericolose, ma se per provare a farle deve scoprirsi e subire gol, allora il tecnico maiorchino preferisce saggiamente rinunciare a questi piaceri e lavorare per portare a casa il grande obiettivo della salvezza. E la vittoria a San Siro, battendo forse il padre di questa filosofia assume un valore doppio. Da domani si inizierà a pensare al Cagliari, ma almeno per una notte è giusto fare un plauso alle scelte del mister, sempre però rimanendo equilibrati.

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