E adesso tocca al Genoa: gara decisiva? Ancora no. Il ‘Cuestismo 2.0’ non si può giudicare dopo quattro giornate. La sosta servirà anche a questo

17.09.2026 00:00 di  Edoardo Mammoli   vedi letture
E adesso tocca al Genoa: gara decisiva? Ancora no. Il ‘Cuestismo 2.0’ non si può giudicare dopo quattro giornate. La sosta servirà anche a questo
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Da quanto mancavano a Parma le voci sull’esonero dell’allenatore? E finalmente sono arrivate! Ovviamente sono ironico, ma nelle ultime ore all’interno del mondo gialloblu hanno cominciato a serpeggiare indiscrezioni di questo tipo. La destituzione di Fabio Grosso prima e di Domenico Tedesco poi sui troni di Fiorentina e Bologna hanno dato il via alla girandola di cambiamenti sulle panchine di Serie A. Le postazioni ‘calde’ in questo momento sono diverse e tra queste - come riportano alcune fonti - ci sarebbe anche quella di Carlos Cuesta, al quale viene additato un inizio di campionato a rilento: un punto nelle prime quattro giornate, frutto di un pareggio col Monza e di tre sconfitte contro Cagliari, Juventus e Como. Il tecnico maiorchino ha già ricevuto tantissime critiche circa il suo lavoro e le sue scelte, per non parlare del gioco espresso dalla squadra. A mio modo di vedere si tratta di una narrazione assolutamente prematura e proprio di questo parleremo nel prosieguo di questo articolo, sviscerando via via alcuni temi.

La scorsa stagione: un inizio quasi speculare
Il primo e forse più banale riguarda il confronto con la passata stagione, quando il primo Parma di mister Carlos Cuesta aveva ottenuto due punti nelle prime quattro giornate, grazie ai pareggi contro Atalanta e Cremonese. Un bottino, dunque, non così più lauto e abbondante rispetto a quello raccolto nella stagione corrente. Anche in quel caso il tecnico maiorchino era stato bersagliato da feroci critiche, che vedevano un Parma molto indietro a livello di gioco e identità: notate tante differenze rispetto a quest’anno? La variabile di questa stagione consiste nell’avere già un anno di lavoro alle spalle e dunque molti si aspettavano di vedere risultati consistenti già nelle prime giornate. Questo però è troppo prematuro, dal momento che la squadra ha subito cambiamenti significativi: giocatori importanti come Pellegrino, Circati e Suzuki sono stati sostituiti da altri calciatori che dovranno entrare pienamente nei meccanismi della Serie A e della squadra di mister Cuesta. Un po’ ingeneroso, dunque, giudicare il ‘Cuestismo 2.0’ dopo appena quattro giornate di campionato, quando quest’ultimo ne dura ben trentotto… 

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La gara col Como ha dato spunti di quel che sarà
Anche perché, a mio modo di vedere, l’ultima gara contro il Como ha dato degli spunti interessanti di quello che potrebbe essere già il prossimo futuro della squadra. A cominciare dal sistema di gioco cucito da mister Cuesta, che ha optato per un 3-4-2-1, dove ha tentato di riunire la difesa a tre - grande pilastro della scorsa stagione - a un simil-tridente che potrebbe garantire maggiori trame offensive ai crociati. Possiamo dunque dire che il ‘Cuestismo 2.0’ è ancora in fase di evoluzione e il lavoro del tecnico maiorchino sta portando la squadra verso una nuova forma, che potrebbe anche essere quella definitiva. Il nuovo modulo ha portato buona solidità difensiva contro il Como (al netto dell’attacco stellare della squadra di Fabregas, davvero difficile da arginare) e quindi rappresenta un ottimo punto di partenza. Sul piano offensivo si è visto qualcosa: in particolare il tentativo di sfruttare le corsie laterali, sia con Valeri e Britschgi sia con Touré e Almqvist, e proprio da un’iniziativa di quest’ultimo è nato il gol di Romero, preceduto dall’assist di Valeri per lo stesso argentino in occasione del palo colpito. Insomma, primi passi di quello che potrebbe essere e già nella prossima gara potremo avere altre informazioni.

Adesso tocca al Genoa. Partita decisiva? Occhio alle parole… 
Treccani definisce la parola ‘decisivo’ come “Che decide, che ha valore determinante, conclusivo, definitivo”. Eviterei dunque di associare questo aggettivo - o altri simili come ‘fondamentale’, ‘determinante’ ecc. - alla partita di domenica contro il Genoa. La gara del Tardini sarà molto importante, certo, dal momento che metterà di fronte due squadre attualmente a pari punti e che hanno il medesimo obiettivo stagionale: la salvezza. Allo stesso tempo non si può davvero definire la sfida contro il Genoa come ‘decisiva’, dal momento che non deciderà proprio un bel niente: dopo la partita di domenica, infatti, ne mancheranno altre 33 per completare il campionato e dunque gli scenari possibili sono pressoché infiniti. Non è dunque giusto caricare la gara di domenica di un’importanza eccessiva, anche se concordo che sarà una partita molto importante ai fini della corsa salvezza: una vittoria, infatti, influirebbe più sul morale di giocatori e tifosi che sulla classifica in sé per sé. Meglio evitare, dunque, una narrazione epica di Parma-Genoa: si tratta di una partita e per arrivare all’obiettivo salvezza servirà giocarne altre trentatré…

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La sosta: momento per riflettere e lavorare
Qualunque sarà l’esito della gara di domenica, a questa seguiranno ben tre settimane di sosta per le Nazionali. In ogni caso questo sarà un momento per riflettere su quanto fatto fino a quel momento e lavorare in serenità, senza la pressione di dover pensare alla partita successiva. Il mio augurio è che in queste tre settimane mister Cuesta sarà ancora alla guida del Parma e potrà continuare nella costruzione della sua creatura, in vista del prosieguo della stagione. Il tecnico maiorchino ha più volte sottolineato l’aspetto più importante del suo lavoro: serve tempo. E il recente passato gli dà ragione: dopo un inizio a rilento, nella scorsa stagione il Parma ha trovato una quadra e ha iniziato a macinare risultati. In questo momento di piena transizione, forse sarebbe giusto avere un po’ di pazienza e lasciar lavorare squadra, tecnico e staff. Anche se - non posso negarlo - la Serie A corre forte e i risultati hanno necessariamente un peso importante.

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