La società ha provato a dare la scossa, ora spetta ai giocatori rispondere sul campo. Contro l’Entella primi segnali del Parma di Gilardino, ma alcuni singoli stentano ad ingranare
Quante cose possono cambiare in una settimana… Solo sette giorni fa parlavo di quale direzione avrebbe dovuto intraprendere il Parma di Carlos Cuesta, ma meno di 24 ore dopo lo spagnolo non sedeva più sulla panchina gialloblu. Al suo posto è arrivato Alberto Gilardino, che ha potuto fare i primi esperimenti nell’amichevole contro l’Entella. Alcune novità di uomini e di tattica si sono viste, ma la realtà rimane sempre la stessa: in campo ci vanno i giocatori e sono loro a dover cambiare marcia già dalla prossima settimana, quando ripartirà il campionato. È necessario, per poter raggiungere l’obiettivo salvezza, che alcuni singoli dimostrino il loro valore.
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Tra le cose che cambieranno tra la gestione Cuesta e quella Gilardino non ci sarà il modulo: il Parma ha lasciato il 3-5-2 per ripartire con il 3-5-2, magari con qualche variazione sul tema ma rimanendo sempre con lo stesso schieramento, soprattutto in difesa. Non mi sento di condannare a priori questa scelta: i difensori ducali sono ormai abituati a questo sistema di gioco e sembrano esprimersi al meglio in queste condizioni, anche se la solidità non è ancora quella dello scorso anno. I punti fermi resteranno Troilo, Diego Carlos e Delprato, mentre è lecito aspettarsi di più da Abdoulaye Ndiaye. Il senegalese, vista anche la situazione di Valenti (fuori rosa a tempo indeterminato) sarà chiamato molto più spesso in causa e lui dovrà dimostrare di valere i circa 7 milioni spesi dal club la scorsa estate. Arrivato per essere un pilastro della retroguardia gialloblu, finora le prestazioni del numero 3 sono state caratterizzate più da ombre che da luci. Nella conferenza di presentazione, Gilardino ha espresso belle parole per lui: a queste dovranno seguire i fatti, con il tecnico che dovrà trovare il modo di metterlo a suo agio e con il difensore che dovrà fornire buone risposte gara dopo gara.
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Un altro calciatore che ha ancora tutto da dimostrare è Giovanni Fabbian: arrivato in estate per sostituire, almeno numericamente, Sorensen ancora non si è preso il posto in mezzo al campo e la speranza dei tifosi crociati è che Gilardino possa rilanciarlo. Nella gara amichevole contro l’Entella, l’allenatore ex Genoa lo ha richiamato più volte spiegandogli i movimenti che vorrebbe da lui, soprattutto in fase offensiva. Dalla panchina sono stati più volte incoraggiati i suoi inserimenti nell’area avversaria, anche se di palloni giocabili ne sono arrivati veramente pochi. L’intesa tra Fabbian e i suoi compagni è da migliorare alla svelta, anche perché un giocatore con le sue doti fisiche può essere utile a questo Parma, magari anche in zona gol. Con il rientro dei registi è probabile che la sua posizione si possa alzare ulteriormente e che contestualmente possa essere servito con maggiore continuità.
L’elemento della rosa che però più di tutti ha bisogno di alzare il livello è El Bilal Touré: anche nell’amichevole del Mutti Training Center, nella quale è entrato nella ripresa, il maliano ha fornito una prestazione incolore. Pochi palloni toccati, molti dei quali sbagliati o comunque non incisivi e, questa forse è la cosa più preoccupante, presenza in area di rigore quasi nulla. Che non sia un centravanti vero lo si era capito praticamente subito, ma la sua assenza al centro dell’area nel secondo tempo della partita contro l’Entella ha privato il Parma di un qualsiasi tipo di gioco offensivo, rendendo complesso anche ai compagni trovare qualcuno da servire. Mister Cuesta fino lo aveva sempre fatto scendere in campo sia in Serie A sia in Coppa Italia: ora vedremo se e come mister Gilardino avrà intenzione di usarlo. Resto convinto però che sia l’ex Atalanta a dover dare quel qualcosa in più sia dal punto di vista tattico sia caratteriale, mettendoci più grinta nei duelli con i difensori avversari.
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I tre giocatori presi in analisi sono gli esempi principali, ma è tutta la rosa del Parma che deve essere in grado di recepire il messaggio societario: bisogna cambiare qualcosa e bisogna farlo anche in fretta. Il campionato sta per riprendere e la necessità di fare punti è impellente. Spetterà a Gilardino trovare le corde giuste (del resto quando giocava era un violinista), ma sarà compito dei giocatori recepire i messaggi e mettere in pratica le indicazioni dell’allenatore.
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