Senza calcoli, tabelle e quant'altro: stavolta il Parma può pensare di partita in partita, ma per crescere e mettere in mostra i propri talenti
"Non dobbiamo fare calcoli o tabelle, pensiamo di gara in gara: sono tutte finali", sembra una frase fatta, una di quelle risposte di circostanza che gli allenatori ripetono in questa fase del campionato, sia per chi lotta per vincere, che per chi cerca un posto in Europa ma ancora di più per chi si deve salvare e cerca punticini qua e là. Quest'anno il Parma, con 33 punti ad inizio marzo può permettersi di dire questo mantra, a differenza di chi invece deve dirlo per non abbassare minimamente la soglia d'attenzione. E tra quel "può" e quel "deve" passa tutta la differenza che fanno i trentatre punti già raccolti finora.
E' indubbio che qualche punto manchi ancora al Parma, qualche altro mattoncino deve ancora essere messo, ma si può guardare alle ultime undici gare con relativa serenità. E così il Parma può guardare di partita in partita, per raccogliere punti certamente, ma anche per fare un ulteriore passo in avanti in termini di consapevolezza delle proprie forze e gestione delle gare, oltre che per mettere in vetrina i propri gioielli e dare spazio ed esperienza di calcio giocato ai giovani talenti che poi dovranno rimpolpare la rosa nella prossima stagione.
In tanti attendono la tranquillità con cui il Parma potrebbe vivere le ultime gare di campionato per vedere in campo con maggiore continuità giovani come Cremaschi o Mikolajewski, ma anche per ritrovare finalmente all'opera Matja Frigan e Abdoulaye Ndiaye, oltre che per scoprire gli acquisti invernali come Nesta Elphege o Franco Carboni. Con qualche punto ulteriore potrà esserci tempo e modo di vederli tutti maggiormente all'opera e questo gioverà sia in termini di valore economico che di esperienza in vista della prossima stagione, per la quale si potrebbe iniziare a gettare le basi con anticipo, almeno per una volta.


