Scocca l'ora dei rinnovi: da Bernabé a Delprato, aspettando Cuesta. Non serve solo una firma, serve un segnale
"Rinnovo? Mancano ancora tre partite, non ci sto pensando, voglio finire bene la stagione". Così Adrian Bernabé ha dribblato il tema del rinnovo di contratto, su domanda dei giornalisti in sala stampa dopo la sfida contro l'Inter. Una risposta, o una non risposta, purtroppo in linea con lo stile comunicativo dei calciatori moderni, che preferiscono tutelarsi e non esporsi in sala stampa. Una tendenza comprensibile, che risparmia dal rischio di dover cambiare versione, dopo l'evoluzione di scenari futuri, e sorbirsi tutta la mediaticità del caso. Basti pensare cosa successe un anno fa con Chivu... ma non è questo il tema su cui porre l'attenzione oggi.
La verità, caro Adrian, è che più passa il tempo e più il mancato rinnovo preoccupa i tifosi e, forse, dovrebbe preoccupare anche la dirigenza ducale, visto che la scadenza è giugno 2027. In sede di trattative per i rinnovi, un freno spesso è rappresentato dall'incertezza futura dettata dai risultati sportivi, ma sapendo già da qualche settimana in quale categoria giocherà il Parma l'anno prossimo, si sperava di poter vedere fumata bianca. Al momento però così non è stato, lecito quindi che serpeggi un po' di preoccupazione tra i tifosi: conosciamo il valore di Bernabé e il ruolo rivestito nelle ultime stagioni, sappiamo che lo spagnolo ha ammiratori, il rischio di dover vendere a cifre ridotte o ancora peggio a zero non si può del tutto escludere fino al rinnovo.
Le trattative vanno avanti da mesi ormai, ad un certo punto trapelava ottimismo e forse anche la dirigenza ducale sentiva il rinnovo ad un passo, ma al momento non si hanno novità. Per quale motivo? Bernabé considera Parma la piazza giusta per il suo futuro? Il Parma è pronto a soddisfare le richieste del catalano? Qualche acciacco ricorrente e anche qualche voce di un certo malcontento trapelata attraverso la stampa, sicuramente non hanno aiutato. Una situazione delicata, che richiede di allontanare ogni dubbio e trovare un'intesa: chissà se a Collecchio avranno già trovato la strategia giusta per gestire la situazione.
C'è da dire che sul tema rinnovi, il Parma negli ultimi anni ha commesso pochi errori. Basti pensare al caso Bonny, che rinnovò il contratto a pochi mesi dalla cessione. Un'operazione che permise alla dirigenza ducale di arrivare in sede di trattativa con maggior potere decisionale. Tutelarsi quindi è d'obbligo anche quest'anno, non solo con Bernabé, ma anche con Delprato. Il capitano ha parlato dopo la sfida contro il Pisa, spendendo parole d'amore per la piazza, ma rimandando il tema rinnovo, in attesa di confronto e contatto con la società. Anche Delprato, che negli ultimi mesi ha cambiato agente passando alla scuderia di Pastorello, è in scadenza a giugno 2027 e avrà sicuramente qualche club sulle sue tracce, dopo due ottime stagioni in Serie A.
Difficile però pensare ad un Parma senza la sua guida, ancora più strano pensare che non si faccia di tutto per legare Delprato a Parma nei prossimi anni. Il capitano è decisivo in campo e fuori, rappresenta una figura rassicurante per tutti ed è il leader assoluto di un gruppo giovane e in crescita. Va considerato però che per lui potrebbe arrivare l'occasione per fare il grande salto nel pieno della maturità calcistica. Come per Bernabé quindi, anche con Delprato la società è chiamata a rinnovare in tempi brevi, per mettersi in una condizione ideale in caso di evoluzioni future. A fare la differenza su questi due cruciali rinnovi potrebbe essere e sarà con ogni probabilità il progetto e la pianificazione delle prossime stagioni.
Il futuro del Parma, e di conseguenza anche i rinnovi, si intrecciano inevitabilmente, e non può essere altrimenti, con il futuro di Carlos Cuesta. La società ha sempre aperto ad un futuro insieme al suo allenatore, lo ha elogiato e sostenuto nei momenti difficili, per questo una separazione rappresenterebbe sicuramente un cambio di rotta inatteso. Vero che il gioco espresso è ben lontano dai canoni estetici espressi dal presidente Krause anni fa, ma i risultati sul campo parlano chiaro. Giusto anche ricordare come Cherubini, in sede di presentazione, abbia insistito nel parlare di progetto a lungo termine con Cuesta, criticando un calcio italiano mangia-allenatori.
Sconfessare tutto ciò un anno dopo sarebbe sorpendente, anche se nelle ultime settimane non sono mancate voci su una possibile rottura. Il presunto interesse di qualche club verso il tecnico spagnolo ha alimentato le indiscrezioni, ma entrambe le parti sono riconoscenti per il lavoro svolto: in questi giorni diversi vertici stanno definendo i piani futuri e se dovesse esserci totale allineamento, si andrà avanti insieme. Il rinnovo di per sé, nel caso di Cuesta, non è così urgente, a differenza di Bernabé e Delprato. La firma però potrebbe rappresentare una grande occasione per tracciare la strada e lanciare un messaggio forte, scacciando ogni dubbio: se c'è totale fiducia e si vuole andare avanti con Cuesta, bisogna dimostrarlo e zittire le chiacchiere. Il rinnovo è lo strumento migliore, le prossime settimane rappresentano un'ottima occasione per farlo: le fondamenta del futuro devono essere solide, non possono esistere fraintendimenti o dubbi.


