Questione di ‘equilibrio’: il mantra di Cuesta si riflette nella scelta di Britschgi alto. Questa però è solo una soluzione momentanea… o anche un messaggio alla società?

21.08.2026 00:00 di  Edoardo Mammoli   vedi letture
Questione di ‘equilibrio’: il mantra di Cuesta si riflette nella scelta di Britschgi alto. Questa però è solo una soluzione momentanea… o anche un messaggio alla società?
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“Ci serve equilibrio”: quante volte abbiamo sentito mister Carlos Cuestra pronunciare questa frase o altre espressioni di medesimo senso? Tante, anzi tantissime, soprattutto quando, nel corso della passata stagione, molti gli chiedevano se avremmo mai visto un’evoluzione del Parma in senso più offensivo. E il tecnico maiorchino ha sempre predicato ‘equilibrio’, quello che è stato la caratteristica principale della sua squadra e che ha consentito ai crociati di competere con tutte le avversarie - o quasi - in campionato, facendo anche vittime illustri. L’inizio di stagione del Parma sembrava però presagire un cambio immediato: niente più 3-5-2, ma 4-3-3 (o simili) e un sistema di gioco più aggressivo. Poi venerdì scorso quasi un fulmine a ciel sereno: Britschgi - che di mestiere fa il terzino - impiegato come esterno alto. C’è chi l'ha presa come provocazione, chi come segnale d’aiuto e chi anche come presa in giro. Ma calmiamoci un attimo e procediamo per gradi: il vecchio Carlos non è cambiato e fa tutto parte di un piano.

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De rerum aequilibrio
Se c’è una cosa che ho imparato di Carlos Cuesta è che i cambi repentini non sono contemplati, o quasi. Fa tutto parte di un piano e il filo rosso del suo lavoro è proprio il tanto decantato ‘equilibrio’. Lui ha citato tantissime volte questo concetto, quasi allo sfinimento, ma è proprio da qui che si deve partire per capire il suo Parma. Il tecnico maiorchino ha sì impostato il lavoro suo e dello staff crociato all’insegna di un cambiamento - cioè il passaggio al 4-3-3 e a un nuovo sistema di gioco più offensivo - ma questa rivoluzione non sarà mai totale e soprattutto subitanea. Tutto procederà per gradi e ci vorrà del tempo: servirà ‘evoluzionare’ (come dice lui stesso in maniera spagnoleggiante) e tutto fa parte di un processo.

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La scelta di Britschgi alto
Ed ecco che - a mio modo di vedere - si spiega la scelta di schierare Britschgi esterno alto: in questo momento storico di transizione, Cuesta ritiene che i molti cambiamenti in atto potrebbero far perdere la squadra di equilibrio e rischiare che il castello di carte crolli al primo soffio di brezza. Ecco dunque che nella gara contro il Catania, il tecnico maiorchino ha schierato un giocatore più difensivo nella zona di campo più offensiva, per garantire sia spinta in avanti ma anche un giocatore che potesse dare sicuramente una mano in più in fase difensiva. Una scelta che può sembrare paradossale, ma se si entra nella mente del ‘Generale Inverno’ ha molto senso: inserire più uomini offensivi di quanto mai fatto fino a questo momento sarebbe un passo - forse - più lungo della gamba adesso.

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È sì anche un messaggio alla società: serve un rinforzo in attacco
Allo stesso tempo non voglio nascondermi dietro un dito e per questo l’ho già anticipato nel titolo. La scelta di Britschgi esterno alto sarà temporanea, ma la mossa di Cuesta nasconde - probabilmente - anche un messaggio per la società. Arriverà infatti, nel prossimo futuro, un momento nel quale il Parma avrà acquisito il suo equilibrio nel 4-3-3 e potrà inserire un uomo offensivo in più nel suo schema. In questo momento, però, la rosa gialloblu pecca proprio negli esterni offensivi. Ne sono arrivati diversi, è vero: Diallo, Zouin, Lontani, oltre all’adattamento di Frigan. Bisogna ammettere, però, che manca un vero e proprio esterno di gamba e di qualità assoluta, che possa far svoltare il Parma come dal giorno alla notte. Ecco dunque quale ritengo essere uno dei colpi indispensabili in questo finale di mercato: un esterno d’attacco degno di questo nome, che possa far fare al Parma quello scatto decisivo verso il nuovo sistema di gioco. Così che non si possa più tornare indietro. E anche in questo senso va interpretata la mossa di Cuesta: Britschgi esterno alto è sì sintomo di necessità di equilibrio, ma anche un segnale a Cherubini e Pettinà.

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Equilibrio anche in difesa: l’addio di Circati
E a proposito di equilibrio, non posso abbandonarvi senza parlare dell’ultima operazione in uscita del Parma: mi riferisco ovviamente ad Alessandro Circati, che lascia la terra ducale in maniera inaspettata. La formazione crociata perde così uno dei suoi pilastri difensivi e l’obiettivo delle prossime settimane sarà quello di trovare l’equilibrio nella nuova difesa a quattro, che sembrava non poter prescindere da Circati. L’assenza dell’australiano alza le quote di Ndiaye, per il quale il Parma ha fatto un investimento importante, e il senegalese è chiamato ad alzare il suo livello. Dall’altra parte c’è Troilo, che il suo livello lo ha alzato nella passata stagione e adesso è chiamato ad assurgere al ruolo di leader difensivo. Nelle retrovie ci sono Valenti e il giovane Drobnic, oltre al possibile arrivo di Diego Carlos. Servirà equilibrio anche e soprattutto in difesa. Cuesta ha dimostrato più volte di saperlo trovare: ci riuscirà anche stavolta?

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