Prime tracce del Parma 2026-2027: nella prima amichevole contro la Primavera, Cuesta testa il 4-3-3. In attacco restano molti interrogativi, in attesa di conoscere il futuro di Pellegrino

20.07.2026 00:00 di  Michele Perazzo   vedi letture
Prime tracce del Parma 2026-2027: nella prima amichevole contro la Primavera, Cuesta testa il 4-3-3. In attacco restano molti interrogativi, in attesa di conoscere il futuro di Pellegrino

Ieri, al Mutti Training Center di Collecchio, il Parma di Carlos Cuesta è sceso in campo per la prima amichevole stagionale, affrontando la Primavera guidata da Nicola Corrent. Una classica sgambata in famiglia, conclusa con il risultato di 4-0 a favore della prima squadra, che ha offerto alcuni spunti interessanti sullo sviluppo tecnico-tattico del gruppo allenato dal tecnico crociato. Naturalmente, il lavoro è ancora nella fase iniziale: ci sono parecchi giorni di ritiro davanti e, oltretutto, il mercato non è ancora entrato nel vivo. Come spesso accade (a maggior ragione quest’anno, con un Mondiale appena terminato), molte operazioni si concretizzeranno nelle ultime settimane. Una situazione non ideale per gli allenatori, chiamati a costruire principi di gioco, automatismi e identità tattica su organici spesso destinati a cambiare sensibilmente prima della chiusura del mercato. Al tempo stesso, però, la finestra aperta fino al 1° settembre consente di valutare con maggiore attenzione i giocatori presenti in ritiro prima di intervenire con eventuali correttivi.

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Anche in casa Parma non mancano le situazioni da valutare con attenzione. La strategia del club quest’anno sembra orientata alla continuità rispetto alla passata stagione e, proprio per questo, il ritiro assume un'importanza cruciale: non solo per valutare la condizione fisica e la crescita tecnica dei singoli, ma anche per verificarne l'adattabilità ai principi di gioco che Cuesta intende sviluppare, prima di decidere se e come intervenire sul mercato. Focalizzandoci sul reparto offensivo, forse quello che presenta il maggior numero di nodi da sciogliere, molto dipenderà dal futuro di Mateo Pellegrino: da giorni, infatti, quotidiani e siti specializzati riportano indiscrezioni su un forte interesse della Juventus nei confronti dell'attaccante argentino e potrebbero arrivare novità nei prossimi giorni. Allargando lo sguardo agli altri giocatori del reparto a disposizione di Cuesta, c'è da sottolineare il pieno recupero di Frigan, importante investimento effettuato dal club la scorsa estate ma praticamente quasi mai a disposizione a causa degli infortuni. Su di lui c’è grande attesa e la speranza è che possa davvero diventare un protagonista della prossima stagione. Poi c’è Ondrejka che, dopo essere stato tra i protagonisti della corsa salvezza sotto la gestione Chivu, non è riuscito a confermarsi sugli stessi livelli a causa del grave infortunio subito a inizio stagione: anche per lo svedese la stagione che sta per iniziare potrebbe essere quella del riscatto. Nel mercato invernale è poi arrivato Elphege (insieme a Strefezza, oggi rientrato in Grecia e in attesa di conoscere il proprio futuro), che ha saputo ritagliarsi un ruolo importante, dimostrando di essere una risorsa preziosa ogni volta che è stato chiamato in causa. Anche Almqvist, a lungo condizionato dagli infortuni nell'ultima annata, è stato utilizzato con una certa continuità da Cuesta nella parte finale del campionato. A completare il quadro degli attaccanti a disposizione in questo ritiro ci sono i rientri dai prestiti di Benedyczak (autore del primo gol stagionale del Parma nell’amichevole di ieri) e Joujou, oltre ai giovani Mikolajewski, reduce da uno straordinario campionato Primavera, e al nuovo arrivato Lontani, promettente attaccante proveniente dal Milan U20. Come confermato da Nicola Corrent al termine dell'amichevole di ieri, quest’ultimo sarà aggregato stabilmente alla prima squadra.

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Al di là delle incognite che accompagnano la costruzione dell’attacco del Parma 2026-2027, l’amichevole di ieri ha lasciato intravedere la volontà di evolvere l’assetto tattico della squadra, puntando su quel 4-3-3 già utilizzato a tratti nella scorsa stagione. A prescindere dalle valutazioni sui giocatori attualmente a disposizione e dalle decisioni che verranno prese sul mercato, questo sistema potrebbe rappresentare la naturale prosecuzione del percorso di crescita intrapreso dal gruppo: una disposizione tattica di riferimento, ma anche una soluzione da adottare in particolari fasi della partita o contro avversari con caratteristiche specifiche. Il tutto senza rinunciare ai principi che hanno caratterizzato la positiva annata appena conclusa, fondata su compattezza, equilibrio e solidità. Del resto, come ha ribadito recentemente Federico Cherubini alla Gazzetta di Parma, "Nessuno pensa di voler fare il tiki-taka: a noi giocare bene e perdere non piace".

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