Per il bomber non serve fretta. E intanto Brazao frutta Adorante

03.07.2019 20:57 di Giuseppe Emanuele Frisone   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Per il bomber non serve fretta. E intanto Brazao frutta Adorante

Con l'inizio del mese di luglio cominciano ad arrivare le prime ufficialità di un calciomercato che deve ancora decollare. Ancora manca un'eternità alla fine della sessione e la lista dei nomi che si sono susseguiti sembra interminabile già adesso. In tutto questo, il dubbio dei tifosi è sempre lo stesso: Balotelli o non Balotelli? Arriva oppure no? E Gervinho sarà sacrificato per arrivare a Supermario? Tutti quesiti che, al momento, lasciano un po' il tempo che trovano. Le voci ci sono, inutile negarlo, e sembrano sicuramente più insistenti rispetto a quelle di un anno fa. Va però aggiunto che per il colpo in attacco è ancora presto: è raro che operazioni così importanti e delicate vengano svolte in una fase iniziale del calciomercato, anche perché dovrebbe impegnare una certa parte del budget. Meglio dunque dedicarsi prima ad operazioni di contorno che però saranno utili a rinsaldare il nerbo della squadra, tanto più che, nelle condizioni del Parma, alcune conferme suonerebbero praticamente come dei veri e propri acquisti, penso a Sepe o a Grassi. Inoltre arrivi di giocatori come Laurini (sempre vicinissimo) aumenteranno nella rosa l'abitudine alla categoria, cosa che l'anno scorso mancava un po' a questa squadra. Insomma, il rinnovamento e la stabilità sono in questo momento le priorità: sull'attaccante si lavora, sì, ma a tal proposito non dobbiamo aspettarci (secondo me) una soluzione a breve.

Intanto, spenderei due parole su un'operazione passata in secondo piano. Gabriel Brazao, "parcheggiato" a Parma per qualche mese, è andato all'Inter per una cifra di circa 6 milioni. Inoltre, per 4,8 milioni, è tornato all'ovile il figliol prodigo Andrea Adorante, che dopo aver fatto benissimo nelle giovanili del Parma, si è anche confermato nel vivaio interista in questi anni. Parliamo di un'operazione intelligente che ha permesso ai crociati di riabbracciare un attaccante promettente a costi molto ridotti. Classe 2000, non è detto che Adorante non possa restare in maglia crociata, per fare un po' di esperienza e diventare, un domani, quello che qualche anno fa sarebbe potuto essere Alberto Cerri se non ci fosse stato in mezzo il fallimento: una futura bandiera, un patrimonio di Parma e del Parma. Certo, è decisamente prematuro fare discorsi simili, ma si sa: se son rose, fioriranno.