Pellegrino rischia di diventare un ‘Leoni-bis’: la Juventus tratta col Parma, ma l’assenza di offerte può favorire inserimenti dall’estero. E non ci sono ‘accordi verbali’ che tengano
Gli ultimi giorni in casa Parma sono stati letteralmente tempestati dalle voci di mercato riguardanti Mateo Pellegrino, sul quale si è concentrato l’interesse della Juventus, che si trova al centro di una rivoluzione del proprio reparto offensivo. Niente di nuovo, direte voi: tutte le estati i pezzi forti della rosa crociata finiscono al centro delle indiscrezioni di mercato e questi sembrano sempre sul punto di fare le valigie e andarsene dalla terra ducale. Non mettiamoci troppa fretta però, anche perché di offerte ufficiali al Parma al momento - per quanto ne sappiamo - non ne sono arrivate e ogni giorno saltano fuori nuove versioni riguardanti come la Juventus (e anche altri club, sia chiaro) stia ‘studiando il colpo Pellegrino’: formule altisonanti, fatte di diritti di riscatto che diventano obblighi a determinate condizioni e bonus da far girare la testa, divisi tra facilmente raggiungibili e altri equiparabili a una scalata sull’Everest… e alla fine di concreto non rimane proprio nulla.
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Lasciando da parte le polemiche, veniamo dunque al titolo da me scelto per questa perorazione. A mio modo di vedere, questa situazione che vede al centro Mateo Pellegrino, la Juventus e il Parma rischia di diventare un ‘Leoni-bis’. Ci ricordiamo tutti molto bene com’è andata la trattativa per la cessione di Giovanni Leoni nella scorsa finestra di calciomercato estiva: il difensore crociato è stato per mesi corteggiato dall’Inter e molte fonti autorevoli sostenevano che il classe 2006 fosse destinato a vestire la maglia nerazzurra. Il problema è stato, anche in questo caso, che l’Inter ha temporeggiato troppo a lungo, cercando di limare al ribasso le distanze col Parma, che invece è rimasto fermo nelle proprie richieste, non cedendo alle richieste di ‘sconto’ da parte dei nerazzurri. E alla fine ad avere la meglio è stato il Liverpool, che è subentrato dalle retrovie e ha chiuso la trattativa nel giro di pochi giorni, accontentando le richieste del club crociato e assicurandosi il giovane difensore.
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Vi ricorda qualcosa? A me sì, per la precisione una trattativa saltata proprio poche settimane fa: mi sto riferendo a Marco Palestra, promesso sposo dell’Inter e invece approdato al Chelsea, che è entrato con forza nelle trattative e si è assicurato il talento italiano. Negli ultimi giorni il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a parlare della vicenda, accusando Palestra e l’Atalanta di essere venuti meno a degli ‘accordi verbali’ presi da mesi. Lungi da me essere polemico, ma queste parole esemplificano perfettamente il modus operandi delle big italiane nelle ultime stagioni in termini di calciomercato: Inter, Juventus e non solo allungano a dismisura le trattative con l’obiettivo di abbassare il prezzo del cartellino dei propri obiettivi, ma in questo modo favoriscono l’inserimento di altre società dall’estero, in particolare di Premier League, che grazie alla loro disponibilità economica riescono a chiudere le trattative in un battito di ciglio, lasciando le italiane a bocca asciutta.
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Riportiamo dunque questo discorso nel mondo Parma Calcio. La dirigenza ducale, come suo solito, rimane ferma nelle proprie convinzioni: al momento ha fissato una base d’asta di 30 milioni di euro per Mateo Pellegrino, così come per gli altri pezzi pregiati della propria rosa come Zion Suzuki e Mandela Keita. Difficilmente il club crociato farà sconti, anche perché al momento non ha necessità di vendere e tutti i costi, come ha ribadito lo stesso amministratore delegato Federico Cherubini: “Ci sta che, dopo essere arrivato dall'Argentina da giovane con poca esperienza e aver fatto quello che ha fatto in due stagioni, Pellegrino possa avere richieste da club importanti. Ma se lo lasciamo andare significa che sappiamo di poter ricavare quanto necessario per reinvestire e crescere”. Parole sante da parte del dirigente crociato, che testimonia ancora una volta come il Parma sia una società capace di mantenere salda la propria volontà in un calciomercato che spesso si piega a campagne mediatiche e presunti ‘accordi verbali’.


