Pellegrino-Juve: un matrimonio che rischierebbe di scontentare tutti. Il Parma stia in guardia e valuti bene la cifra per la vendita 

19.07.2026 00:00 di  Francesco Servino   vedi letture
Pellegrino-Juve: un matrimonio che rischierebbe di scontentare tutti. Il Parma stia in guardia e valuti bene la cifra per la vendita 
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La principale notizia di mercato che rimbalza sui quotidiani e i siti specializzati negli ultimi giorni riguarda Mateo Pellegrino e il forte interesse dimostrato per lui dalla Juventus. I bianconeri pare abbiano intenzione di prelevare l'argentino del Parma per regalare a Luciano Spalletti un attaccante strutturato e forte fisicamente. Ma non è tutto oro ciò che luccica e da questo possibile matrimonio potrebbero non esserci dei vincitori. Partiamo dalle motivazioni del giocatore, arrivato un anno e mezzo fa dall'Argentina e che piano piano si è preso la titolarità ed è diventato centrale per il gioco dei gialloblu. È del tutto compensibile la volontà di un ragazzo di quasi 25 anni di confrontarsi con un palcoscenico come quello offerto dalla Juve, ma la Vecchia Signora non è più quella di qualche anno fa.

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La mancata qualificazione in Champions League, le difficoltà a ricostruire una base solida e qualche esubero in rosa non rendono di certo il rientro dalle vacanze piacevole per il gruppo juventino. Come si inserirebbe Pellegrino in questo contesto? Il ragazzo sicuramente è un gran lavoratore, ma è difficile al momento immaginare un ruolo da titolare fisso per lui. E anche se Spalletti puntasse forte sull'ex Velez, cosa succederebbe se non segnasse per tre/quattro parite di fila, come gli è capitato nell'ultima stagione a Parma? La piazza bianconera è senza dubbio meno incline all'attesa di quella crociata e mugugni e fischi sarebbero assicurati. Ne varrebbe veramente la pena? Osservando la situazione dalla parte della Juve: al momento i bianconeri in rosa hanno (escludendo la situazione piccante relativa a Vlahovic): David, Openda, Ekhator e vorrebbe anche prendere Kolo Muani. Lì in mezzo, con il massimo rispetto e la massima stima che nutro per il giocatore, Pellegrino sarebbe uno dei tanti. Aggiungere l'argentino a questo gruppo già così folto la vedo come un'operazione complessa e che rischia di essere controproducente nel caso in cui Pellegrino non dovesse esplodere subito (come nei sopraccitati casi di David e Openda). 

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Giungiamo dunque alle motivazioni per cui questa operazione non andrebbe a favorire neanche il Parma: Pellegrino è stato nel corso dell'ultima stagione la punta di diamante della rosa di mister Carlos Cuesta, il finalizzatore che ha deciso la stragrande maggioranza delle partite vinte dai crociati. E se già questo non fosse abbastanza a renderlo incedibile, ci si aggiunge il fatto che l'argentino sarebbe solo una delle cessioni importanti che il Parma è in procinto di fare. Suzuki è praticamente con un piede e mezzo in Premier, Keita è molto richiesto e con ogni probabilità andrà via, Bernabè non pare intenzionato a rinnovare e quindi anche una sua permanenza è molto difficile. Togliere tutti insieme questi quattro pezzi della formazione titolare riporterebbe il Parma a un anno zero che, per come di è conclusa la scorsa stagione, si potrebbe evitare. Specie se alcuni giocatori, Keita e Pellegrino in primis, hanno ancora margini di miglioramento e non sono arrivati a mettere in mostra il loro intero potenziale. L'attaccante, in particolare, giocando ancora in Emilia per un'altra intera stagione disputerebbe la totalità delle partite, al netto di infortuni o squalifiche. E se la squadra dovesse supportarlo anche più di quanto fatto lo scorso anno, il suo bottino di reti potrebbe essere davvero lauto. E concludo facendo una riflessione sulla cifra per la quale el Burro verrebbe ceduto: non vedo fattibile alcuna operazione sotto i trenta milioni di euro, specie vedendo le valutazioni che vengono fatte nel mercato di oggi. Cherubini ha detto che è il Parma a dettare il prezzo e io spero che sia proprio così. Ma a prescindere dalle cifre, il matrimonio Pellegrino-Juventus per me non s'ha da fare, quantomeno non ora. 

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