Pellegrino indica la via: servono compattezza e creatività. Trovare l’equilibrio giusto sarà la sfida di Cuesta per l’ultima parte del campionato. E l’argentino vuole cross migliori per poter colpire…
La piattezza che contraddistingue le giornate della sosta per le Nazionali è stata interrotta per qualche minuto da Mateo Pellegrino, che l’altro ieri ha parlato ai giornalisti presenti al Meet&Greet presso lo store ufficiale del Parma. Il centravanti crociato si è aperto, facendo un’analisi piuttosto accurata del momento che lui e i suoi compagni stanno vivendo e allo stesso tempo ha dettato la via su quali saranno, da qui a fine anno, i concetti che dovranno guidare la formazione di mister Carlos Cuesta: compattezza e creatività. Per quanto riguarda il primo nulla di nuovo: assieme ad equilibrio, compattezza è probabilmente la parola più pronunciata dal tecnico spagnolo durante le sue conferenze. È stata l’arma principale del suo Parma nel corso della stagione ed è il primo fattore per il quale i gialloblu si trovano in quella posizione di classifica e con quel bottino di punti. Le partite contro Torino prima e Cremonese poi hanno mostrato delle evidenti lacune difensive, che non hanno però intaccato minimamente la filosofia della squadra. “Dobbiamo ritrovare un po' di compattezza, provare a non prendere gol prima, perché lì c'è già un punto, e dopo se si può vincere tanto meglio”. Così Pellegrino ha sentenziato l’altro giorno, confermando ancora una volta che il primo pensiero che i crociati hanno quando scendono in campo è quello di non incassare reti, solo dopo viene quello di provare a farle. Giusto o sbagliato che sia, una cosa è certa: se anche il centravanti dice queste parole, vuol dire che Cuesta è riuscito a entrare proprio nella testa di tutti i suoi giocatori.
LEGGI QUI: PL - Pellegrino: "Se non prendiamo gol è già un punto. Davanti dobbiamo essere più creativi"
Vorrei concentrarmi sul secondo concetto espresso da Pellegrino, che è, a parer mio, la chiave di volta per la volata salvezza del Parma: la creatività. È questo ciò che è mancato ai crociati in un po’ tutto il campionato: non sono quasi mai riusciti ad andare fuori dagli schemi, a dare vita a qualche giocata che facesse sussultare il pubblico. In altri termini: non sono stati imprevedibili. E in questo è stato molto chiaro mister Marco Giampaolo dalla sala stampa del Tardini, subito dopo il successo della sua Cremonese: “Il Parma sa metterti in difficoltà, temevo giocassero in modo diverso leggendo la formazione. Prima di scendere in campo avevamo rivisto qualcosa, ma invece la partita andata secondo i canoni". In poche parole, Pellegrino e compagni non sono stati in grado di offrire qualche variazione sul piano partita, non hanno fatto niente che potesse mettere in difficoltà la difesa grigiorossa. E quello di sabato scorso non è un caso isolato: il Parma è tra le ultime in Serie A per tiri in porta a partita (peggio solo Pisa e Lecce), dribbling riusciti (in questo caso ne hanno portati a termine di meno solo Pisa e Cremonese) e grandi occasioni create (solo Hellas Verona e Lecce non hanno saputo fare meglio). È dunque evidente che ci sia un problema dalla metà campo in su nello sviluppare gioco e nell’avere idee creative. A questo serviva l’acquisto di Strefezza, che per ammissione dello stesso Pellegrino: “Ci ha aiutato tanto in quell’aspetto”. Ma forse un assist e zero gol, questo lo score del brasiliano in maglia Parma fin qui, sono un po’ pochi. E la colpa non è certo sua, o almeno non solo. È tutto il contesto che fa davvero fatica ad offendere e qui va trovata una soluzione quanto prima.
LEGGI QUI: La crisi di gol del Parma evidenziata dai numeri: il reparto offensivo è il peggiore della Serie A
L'ultimo passaggio delle dichiarazioni di Pellegrino che secondo me vale la pena sottolineare riguarda i cross che gli arrivano: “Se possono arrivare più cross in migliori condizioni per me è meglio perché è un punto in cui sono forte”. L’attaccante argentino ha dimostrato a più riprese di essere bravissimo di testa e per sfruttare questa sua caratteristica ci si aspetterebbe che il Parma fosse in testa alle classifiche relative ai cross. Ma non è così: i ducali sono solo al 13° posto per cross riusciti a partita, con una media di 3.9: davvero troppo poco. La colpa non è sempre e solo di chi crossa, ma anche di chi attacca l’area e in che modo ci si posiziona negli ultimi sedici metri. Pellegrino è spesso accerchiato sul secondo palo e i centrocampisti fanno tanta fatica a supportare la manovra in modo adeguato. Anche Cuesta qualche settimana fa, parlando del tema in conferenza, invocava il timing giusto degli inserimenti. È innegabile, inoltre, che i due principali indiziati a mettere buoni palloni in mezzo, ossia Valeri e Britschgi, non stanno vivendo un momento esaltante della loro stagione. Come si esce da questo impasse offensivo? Io non lo so e non è mio compito saperlo. Sono però convinto che il pubblico del Tardini, che fischiava già all’intervallo sullo 0-0 contro la Cremonese, abbia voglia di vedere un cambio di passo, un’attitudine diversa e delle invenzioni creative da parte dei propri beniamini. Sempre rimanendo compatti, questo è ormai ovvio, ma qualcosa in più bisogna mostrarla. Che sia con un altro modulo, con un giocatore offensivo in più o con una mossa tattica innovativa, Cuesta dovrà dimostrare di saper rinvigorire il suo Parma, per condurlo al raggiungimento dell’obiettivo salvezza.
LEGGI QUI: Bernabé parzialmente in gruppo, si punta al rientro contro la Lazio. Ottimismo anche per Almqvist


