Pellegrino inaugura la stagione dei rinnovi: ora Bernabé, ma non solo. Con l'Hellas a caccia di tre punti pesanti: quest'anno gli scontri diretti non fanno più paura

13.02.2026 00:00 di  Giuseppe Emanuele Frisone   vedi letture
Pellegrino inaugura la stagione dei rinnovi: ora Bernabé, ma non solo. Con l'Hellas a caccia di tre punti pesanti: quest'anno gli scontri diretti non fanno più paura
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Il recente rinnovo di Mateo Pellegrino ha di fatto inaugurato una nuova stagione in casa Parma, quella, appunto, dei prolungamenti contrattuali. Sì, perché ci sono diversi elementi della rosa che vedranno il loro contratto scadere entro il giugno 2027 e che quindi avrebbero necessità di estendere il loro accordo, altrimenti i crociati dovrebbero cercare di cederli la prossima estate per evitare di perderli a parametro zero l'anno successivo. Senza girarci troppo intorno, il nome cardine è quello di Adrian Bernabé, ormai presente in rosa da diversi anni e vera e propria colonna di questo Parma, nonostante debba ancora compiere venticinque anni. Il suo rinnovo sarà cruciale, essendo lo spagnolo centro nevralgico del gioco crociato: gli estimatori certo non mancano, ma le premesse per sedersi al tavolo delle trattative ci sono tutte. Non bisogna però dimenticare gli altri giocatori che potrebbero rinnovare i rispettivi contratti: a partire da capitan Enrico Delprato, passando per Edoardo Corvi (anch'essi in scadenza nel 2027) e Nahuel Estevez, il cui accordo scadrà invece a giugno 2026. Dopo che l'anno scorso era stato un po' messo in disparte, quest'anno l'argentino sta infatti dimostrando la sua importanza nello scacchiere di Cuesta. Il Parma ha l'opzione per rinnovare per un altro anno e l'esperienza di Estevez farebbe comodo a una squadra così giovane, per cui è lecito pensare che anche il suo contratto possa essere prolungato.

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In tutto questo c'è ovviamente anche il campo. La sfida con l'Hellas Verona si sta avvicinando, e sarà una gara fondamentale soprattutto per gli scaligeri, attualmente ultimi a pari merito con il Pisa. Partita naturalmente importante anche per il Parma, che con una vittoria sarebbe ancora più tranquillo in classifica, sebbene la certezza della salvezza sia ancora distante. A proposito: si è parlato spesso della non spettacolarità del Parma di Cuesta, un dato innegabile se si prendono in considerazione le poche occasioni costruite e un gioco non certo offensivo. Una cosa va però riconosciuta al giovane allenatore spagnolo: rispetto allo scorso anno, infatti, raramente il Parma fallisce gli scontri diretti. Certo, ci sono stati dei passi falsi in tal senso, come le sconfitte con Lecce e Cagliari nel girone d'andata: ma in confronto alla scorsa stagione, in particolare quando i crociati erano ancora allenati da Pecchia, il Parma è diventato molto più concreto quando si tratta di scontri salvezza, portando a casa spesso dei punti pesanti. Del resto, quando si dice che in certe partite i punti valgono doppio, non è tanto per dire...