Una partita per scacciare le nubi e ritrovare serenità: contro il Genoa un crocevia già importante per i gialloblù di Cuesta
È una sfida già molto delicata quella che attende il Parma questo pomeriggio al Tardini: alle 15 arriva il Genoa, formazione che, proprio come i gialloblù di Carlos Cuesta, ha raccolto un solo punto nelle prime quattro giornate di campionato. La squadra di Daniele De Rossi condivide con il Parma non soltanto la posizione in classifica, ma anche il numero di reti realizzate, appena due; i rossoblù, però, ne hanno incassate otto, due in più rispetto ai ducali. Numeri che raccontano di due squadre arrivate a questo appuntamento con l'urgenza di invertire la rotta.
Come si presenta il Parma a questo importante banco di prova? La squadra appare alle prese con diversi interrogativi e problemi, ma nelle ultime uscite ha lasciato intravedere anche qualche segnale incoraggiante. I principali dubbi riguardano due aspetti: l'assetto tattico, e quindi la scelta degli uomini da schierare, e la condizione fisica. Sotto il profilo tattico, l'avvio di stagione è stato caratterizzato da continui aggiustamenti. Durante il ritiro estivo Cuesta aveva infatti cercato soluzioni diverse rispetto al passato, puntando sulla difesa a quattro e su una maggiore vocazione offensiva nel tentativo di colmare uno dei limiti emersi nella scorsa stagione: la difficoltà nel creare occasioni da gol con continuità. Nelle ultime settimane, però, la rotta è cambiata e il Parma è tornato a percorrere strade più familiari, ripristinando la difesa a tre e andando alla ricerca di quella solidità che aveva rappresentato uno dei principali punti di forza della squadra. Una scelta che potrebbe essere stata influenzata dall'esito del mercato oppure dalla convinzione che determinate soluzioni non si adattassero pienamente alle caratteristiche della rosa; probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Quel che appare evidente è che alcuni esperimenti estivi siano stati almeno momentaneamente accantonati per tornare a un sistema più collaudato, almeno nella fase difensiva. Anche la condizione atletica sembra rappresentare un tema da monitorare, pur tenendo conto che siamo ancora nelle prime battute della stagione. Finora il Parma ha alternato lunghi momenti in cui ha subito l'iniziativa degli avversari ad altri nei quali è riuscito a esprimere un calcio un po' più propositivo, costruendo occasioni e mettendo in mostra alcune trame interessanti. A essere mancata, soprattutto, è stata la continuità nell'arco dei novanta minuti: un limite che può essere spiegato sia con un gruppo ancora in fase di costruzione, vista la presenza di numerosi nuovi arrivati, sia con una condizione fisica non ancora ottimale per alcuni elementi della rosa. Tuttavia, come detto, la squadra ha anche fornito alcune indicazioni incoraggianti: il secondo tempo contro il Monza, affrontato con una certa personalità e determinazione nella ricerca del pareggio, e soprattutto la ripresa disputata contro il Como, nella quale sono state create diverse occasioni oltre al gol di Romero. Alcuni dei nuovi acquisti stanno iniziando a inserirsi con continuità nei meccanismi della squadra e sembrano destinati a ritagliarsi un ruolo importante nello scacchiere gialloblù (in particolare David Romero, Diego Carlos e Simone Lontani). A complicare il lavoro di Cuesta restano però le assenze nel cuore del centrocampo. Gli infortuni di Nicolussi Caviglia e Bernabé, che non sarà disponibile neppure per questa sfida, privano il Parma di due elementi fondamentali nella costruzione della manovra e costringono il tecnico a cercare soluzioni alternative. In questo contesto sarà particolarmente importante il contributo di Vincent Sierro, chiamato a ritrovare al più presto la migliore condizione per garantire qualità, equilibrio e geometrie alla squadra.
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Tanti temi accompagnano quindi una gara che rappresenta un crocevia già importante per entrambe le formazioni. È vero che il campionato è solo agli inizi e che il tempo per recuperare certo non manca, ma il margine d'errore si sta progressivamente riducendo, anche alla luce dei risultati delle dirette concorrenti. Per il Parma è quindi arrivato il momento di stringere i denti e conquistare un risultato che permetta di affrontare la lunga sosta per gli impegni delle nazionali con maggiore serenità. Una vittoria, possibilmente accompagnata da una prestazione più convincente rispetto a quelle offerte finora, restituirebbe entusiasmo e fiducia all'ambiente, contribuendo a dissipare le nubi che si sono addensate nelle prime settimane della stagione. Inoltre, consentirebbe alla squadra di sfruttare la pausa del campionato per lavorare con maggiore tranquillità sui propri meccanismi di gioco, accelerare l'inserimento dei nuovi arrivati e consolidare un'identità che è ancora in fase di costruzione.
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