Il Parma in uno stallo alla… spagnola: il rinnovo di Bernabé sembra un miraggio. Più contro che pro nella cessione: dalla svalutazione del cartellino alle pretendenti
Lo stallo alla messicana è “una situazione di stallo tattico in cui due o più contendenti si tengono reciprocamente sotto tiro. In questo scenario, nessuno può attaccare senza rischiare la sconfitta o la distruzione, creando una situazione di stasi totale in cui l'azione più conveniente è non agire”. Reso celeberrimo dal cinema western, lo cito appunto per descrivere qual è attualmente la natura dei rapporti tra il Parma e Adrian Bernabé, che stanno appunto vivendo uno stallo ‘alla spagnola’, per riprendere la nazionalità del centrocampista. E questo sarà proprio il tema della mia argomentazione, nella quale percorreremo i pro e i contro rispetto a entrambe le parti in gioco.
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Comincio riferendomi alla definizione stessa di stallo alla messicana e in particolare al fatto che in una situazione del genere per le due parti sia più conveniente non agire. In questo caso mi sbilancio nel dire che è totalmente il contrario, perché né il Parma né Bernabé gioverebbero di un mancato accordo. Lato club, infatti, scegliere di non rinnovare il contratto dello spagnolo e non cederlo nella prossima finestra di mercato porterebbe a mantenere un quasi ‘separato in casa’, con il rischio di mettere fuori rosa Bernabé (ipotesi remota, ma pur sempre possibile) e soprattutto di perderlo a parametro zero a giugno 2027. Per il Parma sarebbe davvero una beffa, considerando come il numero 10 sia uno dei pezzi più pregiati della rosa crociata, cresciuto col passare delle stagioni, protagonista della promozione in Serie A, coccolato e curato nei momenti di infortunio. Lato Bernabé, invece, ritengo che un anno da separato in casa sarebbe oltremodo deletereo, anche perché non so in quanti club farebbero la fila per assicurarsi un giocatore con una stagione da poche o nessuna presenza, seppur a parametro zero.
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Credo però che la messa fuori rosa di Bernabé sia un’opzione davvero remota e che l’eventualità più probabile sia la cessione già nella prossima sessione di mercato. Anche qui ho considerazioni da fare per entrambe le parti. Cominciamo dal Parma, che rischia di perdere uno dei pezzi pregiati della propria rosa. Niente di strano a dire il vero, anzi ogni calciomercato viene messo in conto che di fronte a grandi offerte si possano cedere anche i big della rosa. A questo punto però non so quale richiesta in termini di cifre potrà avanzare il Parma per Bernabé. Ricordiamo tutti come nella scorsa stagione i pavidi tentativi della Fiorentina fossero stati spenti sul nascere con la richiesta di 25 milioni di euro, che il club crociato aveva posto come base per iniziare la trattativa. In questo momento, però, vedo davvero complicato trovare una società disposta a spendere tale cifra per il fantasista spagnolo ed è dunque plausibile che il Parma dovrà abbassare il tiro: già si parla di 15 milioni, che a mio modo di vedere sono una netta svalutazione rispetto al valore assoluto di Bernabé, anche se il rendimento non sempre costante e i ripetuti infortuni non possono non inficiare sul prezzo del suo cartellino.
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Passiamo dunque allo stesso centrocampista spagnolo: nutro diversi dubbi che le società attualmente interessate a Bernabé possano garantirgli il salto di qualità sperato. Rimangono ancora misteriosi i club spagnoli, mentre sappiamo bene quali squadre italiane lo stanno seguendo, cioè il Torino e la Fiorentina, due compagini che nella prossima stagione non parteciperanno alle coppe europee e che non so se saranno in grado di centrare un piazzamento tra le prime sette della classe. Entrambe stanno conducendo una campagna mediatica di rivoluzione, valorizzata anche dall’avvento di due tecnici giovani e promettenti come Abate e Grosso. Ma negli ultimi anni i risultati di entrambe non giocano a loro favore: la Fiorentina ha sì giocato le coppe europee per quattro stagioni consecutive, ma non è mai andata oltre il sesto posto (un unicum, tra l’altro, nella stagione 2024-25) e la qualificazione in Conference League. Quanto al Torino bisogna invece risalire alla stagione 2018-19 per trovare l’ultimo piazzamento europeo (concesso tra l’altro per mancata iscrizione del Milan) e addirittura alla stagione 2014-15 per l’ultima partecipazione granata alla fase finale dell’Europa League. Con questo non voglio assolutamente screditare le due squadre, ma voglio porre il discorso nell’ordine di idee che queste società non garantiscono a Bernabé un salto di qualità immediato. Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda lo Sporting Lisbona: stando a quanto riportato nelle ultime ore da Sportitalia, anche il club lusitano sarebbe interessato a Bernabé e in questo caso vedrei quel salto di qualità per lo spagnolo, che giocherebbe anche nelle coppe europee.
Vedremo dunque nelle prossime settimane come si evolverà la situazione. Al momento mi trovo amareggiato da come si stanno sviluppando gli eventi, con l'accordo per il rinnovo che sembra sempre più un miraggio e una cessione frettolosa per evitare il parametro zero di Bernabé, un giocatore del quale ho sempre ammirato le qualità. Ammetto che non si parla di un campione già affermato, ma ho sempre visto in lui quel qualcosa in più di speciale, anche se purtroppo nelle ultime due stagioni questo talento è stato spesso una luce intermittente. È ovvio che sarebbe bello vedere ancora Bernabé vestire la maglia crociata e magari compiere definitivamente quel salto di qualità che si aspetta da tempo, ma è giusto anche rispettare le volontà del club e dello stesso giocatore: può essere arrivato il momento di una nuova avventura per entrambi? A questo punto sembra proprio di sì, con un finale purtroppo inaspettato solo pochi mesi fa.
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