Parma impara dai tuoi errori: col Pisa serve un atteggiamento diverso da quello visto con la Cremonese. È l’esame finale per essere ammessi alla prossima Serie A, magari con qualche cambiamento più offensivo…

23.04.2026 00:00 di  Francesco Servino   vedi letture
Parma impara dai tuoi errori: col Pisa serve un atteggiamento diverso da quello visto con la Cremonese. È l’esame finale per essere ammessi alla prossima Serie A, magari con qualche cambiamento più offensivo…
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Per molti aspetti, la partita di sabato al Tardini contro il Pisa mi ricorda quella di qualche tempo fa contro la Cremonese, sempre tra le mura gialloblu. Prima del match con i grigiorossi c’era stata sì la sconfitta di Torino, ma si arrivava da quel mese incredibile con 3 vittorie e 2 pareggi che hanno svoltato la stagione del Parma. Dopo la sosta, ci sono stati puoi due buoni pareggi con Lazio e Napoli e l’ottimo successo di Udine dell’ultimo turno e ora arriva, come detto, il Pisa, squadra con un piede in B e se possibile ancor più in difficoltà di come lo era la Cremonese al suo arrivo al Tardini. Contro i lombardi, i crociati erano chiamati a una grandissima prestazione per mettere la parola fine sulla questione salvezza, ma giocarono una delle loro peggiori partite dell’anno, uscendo dallo stadio tra i fischi dei tifosi. La rabbia del popolo gialloblu non derivava solo dal risultato, ma anche dal modo nel quale era arrivato, ossia al termine di una prestazione scialba e di una gara oggettivamente noiosa. I crociati avevano aspettato troppo la partita, dando la possibilità alla Cremo di prendere coraggio e colpire con Maleh e Vandeputte, senza trovare poi le forze di reagire.

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Poco più di un mese dopo, l’obiettivo di Cuesta e della sua squadra è quello di dimostrare di aver imparato dai propri errori. Il Pisa, che ormai ha davvero poco da chiedere a questo campionato, andrebbe messo subito all’angolo, con un atteggiamento aggressivo che lasci poco spazio alle interpretazioni: al Tardini ci sarà un solo esito possibile, la vittoria del Parma. A parole è tutto più facile, certo, ma pensare di riproporre il blocco basso che si è visto ad esempio contro il Napoli non è immaginabile. La squadra di Hiljemark è quella con il possesso palla medio più basso di tutta la Serie A, il che significa che l’incombenza, se così la vogliamo chiamare, di dover attaccare e di gestire più spesso la palla spetterà al Parma. In queste circostanze, i crociati non si sono mai trovati bene nel corso della stagione, ma per migliorare bisogna andare fuori dalla propria confort zone e riuscire ad emergere vincitori anche dalle situazioni meno comode. Decidere come farlo spetterà a mister Cuesta, che da inizio stagione ha sempre puntato sulla capacità della propria squadra di sapersi adattare alle varie fasi della partita. Ora è il momento di dimostrarlo una volta per tutte.

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Fermo restando dunque che il punto fondamentale è quello dell’atteggiamento, il calcio poi va giocato in campo e quella con il Pisa sembra l’occasione perfetta per fare un passettino in avanti dal punto di vista della creazione di occasioni da gol. Nulla che vada a stravolgere la filosofia che ha portato il Parma alla situazione attuale di classifica, ma c’è sicuramente la possibilità di sperimentare un qualcosa di diverso, con lo stesso sistema di gioco, o magari con uno nuovo. La domanda che faccio è: ha senso giocare con 5 difensori contro una squadra come il Pisa, che fa così tanta fatica a segnare e a mantenere il pallino del gioco? Ce l’ha nel momento in cui anche con 5 difensori si è in grado di avere un baricentro leggermente più alto, con i giocatori del reparto arretrato che giocano un po’ più alti. Altrimenti nulla vieta di andare a sacrificare un difensore e magari mostrare quel famoso 4-2-3-1 che la scorsa estate sembrava dovesse essere il mantra di questa squadra. Nicolussi Caviglia e Keita sembrano un duo perfetto per la mediana, con Bernabé sulla trequarti, Strefezza largo da una parte e magari uno tra Ondrejka e Oristanio dall’altra, a dialogare con la prima punta (Pellegrino o Elphege, molto dipenderà dalle condizioni dell’argentino uscito malconcio da Udine). Questo cambiamento darebbe la certezza della vittoria o di maggiori occasioni? Ovviamente no, ma se c’è una partita in cui vale la pena provare qualcosa, a mio avviso, è proprio quella di sabato contro il Pisa. Staremo a vedere cosa sceglierà Cuesta per superare il decisivo esame di ammissione alla prossima Serie A.

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