L'uomo nell'ombra ha una voce: dai calciatori come asset ai profili individuati per il mercato, dentro la testa del ds Pettinà

24.07.2026 00:00 di  Tommaso Rocca   vedi letture
L'uomo nell'ombra ha una voce: dai calciatori come asset ai profili individuati per il mercato, dentro la testa del ds Pettinà

L'uomo che ha lavorato a lungo nell'ombra, lontano dai riflettori, ora ha un volto e soprattutto una voce: Alessandro Pettinà, dopo anni di esperienza maturata al fianco dei precedenti direttori sporitivi, oggi è a tutti gli effetti l'uomo mercato del Parma, anche davanti alle telecamere. Questo è l'ultimo passo della metamorfosi del giovane dirigente del Parma, che da quando Cherubini è approdato in Emilia, è stato definitivamente responsabilizzato e insignito di questo ruolo anche pubblicamente. 

Un percorso partito nel team Finance del club, per poi spostarsi ad un ruolo di tramite tra gestione sportiva e finanziaria. Con questo incarico ibrido, grazie al sostegno di Krause e di altre voci autorevoli nelle politiche gialloblu, Pettinà inizia ad assumere sempre più potere, diventando man mano attore protagonista del mercato del Parma. Dalla gestione del budget allocato alle strategie di mercato, fino a guidare direttamente le trattative con club e agenti: così Pettinà diventa il braccio operativo del club, finendo in prima linea in tutte le operazioni. Se davanti alle telecamere ci finiva Pederzoli, che risultava come ds nell'organigramma del club, concretamente diverse delle attività di sua competenza venivano in realtà già gestite con forte coinvolgimento di Pettinà, che nel frattempo lavorava per conseguire con successo l'abilitazione a direttore sportivo. 

Una dinamica che Cherubini ovviamente individua subito, nei suoi giorni di insediamento a Parma, e decide di rendere pubblica, per trasparenza e soprattutto per responsabilizzare ulteriormente Pettinà, che fresco di certificazione diventa quindi il Director of Football del club. L'ultima mutazione di questa metamorfosi dal finance alla gestione sportiva, aggiunge la componente comunicativa: nell'intervista rilasciata oggi, Pettinà ha dato qualche indicazione sul mercato di questa estate, svelato le dinamiche del rapporto con Cuesta e lasciato trasparire qualcosa della sua visione. Quali sono i punti chiave?

Fantasia e colpi: la ricetta per rinforzare il Parma
Il punto di partenza per questa estate è il valore già presente in rosa: chi ha già reso il Parma competitivo e anche e soprattutto chi ancora ha del potenziale inespresso. Cuesta ripartirà con qualche big in meno, ma con una base comunque solida dall'anno scorso su cui costruire. Pettinà punta su chi, dopo un anno di assestamento, ora deve salire in cattedra (vedi Sorensen), chi vuole rilanciarsi (Frigan) e chi arriverà a Parma per arricchire la rosa. Il punto debole da risolvere riguarda la fase offensiva: servono giocatori che possano dare "verticalità, profondità, capacità di avere l'uno contro uno". Un identikit chiaro, che il Parma cercherà in più interpreti sul mercato: saranno questi i rinforzi chiave, che potranno anche creare nuove opportunità. "Magari sarà un'evoluzione anche tecnico tattica rispetto alla stagione scorsa, dal punto di vista di modulo, di caratteristiche dei giocatori": nuovi ingredienti in arrivo per Cuesta, che potrà rivedere la ricetta. 

Totale libertà, ma vigilata: il rapporto con Cuesta
"L'allenatore è assolutamente responsabile e libero. A Parma è assolutamente libero". Un concetto rimarcato per ben due volte: perché? In primis, per sottolineare il fondamentale rispetto dei ruoli. Ma la necessità di rimarcare nasce, forse, anche dalla paura e dal rischio concreto di venire fraintesi: sicuramente, la dirigenza, in questo caso rappresentata da Pettinà, ha una forte influenza sulla direzione tecnica e un costante scambio con lo staff. Non ingerenza, perché la paternità delle scelte è tutta di Cuesta, ma un confronto attivo, come svela Pettinà raccontando i lunghi scambi quotidiani con il tecnico crociato. Giusto quindi ribadire la divisone dei ruoli, nel raccontare un gruppo di lavoro che si plasma a vicenda, con una società molto vicina alle vicende di campo. Giusta anche la scelta di Cuesta: un allenatore giovane e intelligente, che sappia accettare con umiltà questo confronto, cogliendo le indicazioni di una società che ha necessità di far sentire la propria voce anche sulla gestione tecnica. 

Finanza e lato umano, due mondi che si parlano: i calciatori come asset, ma con particolare attenzione alla persona
Ci ricolleghiamo al punto precedente: c'è la necessità di un allenatore che riesca a lavorare a stretto contatto con la dirigenza. Perché? Con questo modello di business, il Parma ha bisogno di una guida che sappia prendere le decisioni giuste e valorizzare i giovani su cui la proprietà investe. Per far fruttare il Player Trading e raccogliere plusvalenze, i giovani vanno lanciati con coraggio e con le giuste scelte tecnico-tattiche. L'anima Finance di Pettinà si rivela quando definisce i calciatori come asset, in un mondo del calcio moderno e sempre più legato al business. La chiave quindi diventa la valorizzazione di questi asset, un processo che parte da una proprietà che permette investimenti alla dirigenza, uno scouting che funziona e uno staff che valorizza. Pettinà lo definisce "una catena: ognuno ha responsabilità e meriti, però quando un pezzettino non funziona poi si perde tutto il filo". Affianco al lato business però, c'è una componente umana che rende i calciatori asset di successo o meno. Il ds racconta dell'importanza del primo contatto umano con un nuovo giocatore, del feeling che si viene a creare. "Si parla del talento, della tecnica e della disponibilità fisica. Ci sono dei giocatori che magari hanno meno di questo, però quando ti guardano in faccia, ti stringono la mano, riesci a capire se hanno fame o una finta personalità". 

Restare a carte coperte: Pettinà sa già come (non) comunicare
Tante cose dette, ma anche tante cose non dette. In una delle rare interviste rilasciate, Pettinà si conferma più dirigente che comunicatore. Sui temi infatti più delicati o strategici, il direttore sportivo del Parma perde concretezza e spende tante parole con poca sostanza. L'esempio? Il caldo tema dei rinnovi, dove Pettinà sposa la scuola Cherubini e toglie priorità ad una tematica che, in realtà, non può esser sminuita: "Li affrontiamo in maniera molto serena, anche perché il tema delle scadenze è molto sentito in Italia onestamente, ma ci sono grandissimi giocatori che rimangono a scadenza e rinnovano il giorno dopo la naturale scadenza di contratto con il club. Non lo viviamo come una priorità o una pressione". Certo Alessandro, ma se il giocatore in scadenza è il capitano e leader degli ultimi anni la situazione forse non si può ridurre a questo.