Diallo non può che essere solo l’antipasto. Il nuovo Parma di Cuesta reclama esterni offensivi: è giusto aspettarsi un colpo grosso per completare la metamorfosi
La metamorfosi è un topos letterario che attraversa tutta la storia umana, a cominciare dall’antichità (il primo riferimento che mi viene in mente è il poema omonimo di Ovidio), passando per i secoli fino al ‘900 (con Franz Kafka, per dirne uno) e infine ai giorni nostri (dove le tecniche cinematografiche sono andate a nozze con questo tipo di narrazione). In ogni caso, metamorfosi è il termine che scelgo per raccontare le prime settimane del Parma di mister Carlos Cuesta, che potremmo definire anche come ‘nuovo Parma’ o ‘Parma 2.0’. Sì perché le prime uscite stagionali dei crociati sono state all’insegna di un nuovo sistema di gioco: difesa a quattro e tridente offensivo, dunque un 4-3-3 come modulo, da adattare eventualmente a 4-2-3-1 in base agli interpreti (così abbiamo visto la squadra disporsi contro il Trento). Una differenza sostanziale rispetto alla passata stagione e che necessiterà di interventi sul mercato.
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In particolare serviranno nuovi esterni d’attacco e il Parma ha già piazzato il suo primo colpo: mi sto riferendo ovviamente a Ousmane Diallo Thiao, spagnolo classe 2007 proveniente dal Borussia Dortmund. La dirigenza crociata se lo è aggiudicato con un vero e proprio blitz di mercato che ha portato Diallo in città nel giro di poche ore. Un giocatore le cui caratteristiche principali sono la velocità e il fisico, elementi che sfrutta in fase di dribbling: impossibile dunque definirlo un funambolo, ma piuttosto una freccia che possa insinuarsi nelle difese avversarie con prepotenza. Un colpo interessante da parte del Parma, anche se è ancora tutto da scoprire. Evidentemente, però, la dirigenza crociata ci ha visto qualcosa di speciale se ha deciso di investire in maniera così repentina, ma io ritengo che il mercato crociato in termini di esterni offensivi non possa e non si debba fermare qua.
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Ripeto dunque quanto ho già scritto nel titolo: l’operazione Diallo non può che essere l’antipasto, perché il nuovo Parma di mister Carlos Cuesta necessita di altri esterni, ma soprattutto ha bisogno di un colpo grosso che possa indirizzare del tutto il nuovo sistema di gioco verso il 4-3-3 (o 4-2-3-1, che dir si voglia), portando a compimento la metamorfosi. Non farlo rischierebbe di mantenere anche una piccolissima percentuale di possibilità di tornare indietro, anche se il lavoro di mister Carlos Cuesta sembra ormai ben tracciato. Già nella passata stagione il tecnico maiorchino aveva provato a osare qualcosa in più, ma era sempre tornato indietro in nome di quell’equilibrio che, alla fine dei conti, ha portato il Parma alla salvezza. Adesso però Carlos è ripartito da quelle basi per attuare la metamorfosi definitiva e difficilmente tornerà indietro.
Tornando al colpo grosso, quale potrebbe essere un nome giusto per il Parma? Il primo che mi viene in mente - senza brillare per fantasia, non me ne vorrete - è quello di Gabriel Strefezza: voluto fortemente da Cuesta, sembrava a un passo dal ritorno a Parma ma negli ultimi giorni non si è più parlato di lui, con la trattativa che attualmente si barcamena in una fase di stallo. Sinceramente non so chi potrebbe essere questo colpo grosso da piazzare in casa crociata, ma penso che dovrebbe essere un nome già conosciuto, un giocatore già pronto che possa effettivamente dare una sterzata decisiva nella metamorfosi di questa squadra. La dirigenza gialloblu avrà certamente ben chiara la situazione, anche grazie ai confronti con mister Carlos Cuesta, che dopo un anno di apprendistato sulla panchina del Parma vuole salire ancora di più in cattedra e plasmare nuovamente questa squadra.
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