Non si è scarsi dopo una sconfitta contro la Cremonese, non si è fenomeni dopo un pareggio contro il Napoli: a Udine con la stessa fame, o saranno dolori
Dai fischi e la contestazione dopo la figuraccia contro la Cremonese, agli applausi strappati dopo una prestazione di carattere contro il Napoli. Nel giro di due gare, il Parma ha saputo prima far infuriare i suoi tifosi, poi riaccendere il fuoco dell'entusiasmo. Due reazioni agli antipodi, figlie di due prestazioni veramente opposte: quella contro la Cremonese non è stata solo una giornata storta e, allo stesso tempo, quella contro il Napoli non è stata una giornata di grazia. A far la differenza è stata solo una cosa: la fame. Contro i grigiorossi, il Parma era sceso in campo senza mordente, appagato dai risultati del mese precedente, prendendo una legnata da una Cremonese con più motivazioni.
Con il Napoli invece, il Parma aveva una missione: centrare il risultato, per riconquistare la fiducia dei tifosi e muovere la classifica. Inoltre, la gara contro la squadra di Conte rappresentava una vetrina importante, un palcoscenico davanti a tutta Italia in un Tardini acceso e caldo. L'atteggiamento messo in campo è stato ben diverso, la prestazione anche. Inutile sprecarsi in analisi tattiche: il Parma quando è connesso difende in modo magistrale ed è cinico nelle (poche) occasioni che riesce a creare, senza concentrazione e atteggiamento invece non è una squadra all'altezza del campionato. Lo hanno dimostrato le sfide contro Torino e Cremonese, che devono servire come monito per la banda di Cuesta.
Oggi infatti a Udine è la prima delle ultime sei gare che accompagneranno il Parma al finale di stagione. Abbastanza per crescere, fare punti e risultati e gettare le basi per la prossima stagione, ma anche per inanellare una serie di figuracce. Alla classifica, ormai, è praticamente inutile guardare: il Parma ha già eguagliato i 36 punti che bastarono l'anno scorso per salvarsi, difficilmente ne serviranno di più quest'anno, pertanto da qui in avanti è tutto di guadagnato. L'obiettivo ora è quindi solo quello di migliorarsi e di onorare il campionato e soprattutto la maglia. A partire dall'insidiosa trasferta di Udine, contro una squadra in salute che concede pochissimo.
A San Siro è stata una serata da apoteosi per la squadra di Runjaic, che ha impressionato schiantando il Milan con un netto 3-0. Una prova che ha messo in evidenza lo strapotere fisico dei bianconeri, che possono vantare giocatori di qualità come Zaniolo, Atta e Ekkelenkamp, profili da piani alti di classifica. Il Parma però ha i mezzi per fermare la corsa dei bianconeri e in stagione lo ha dimostrato. A fare la differenza sarà la mentalità della squadra di Cuesta: con grinta e concentrazione, questo gruppo può fare risultato anche a Udine, sfruttando i suoi punti di forza e giocandosi le sue carte. Vietato però presentarsi a pancia piena o in ciabatte, altrimenti si rischia l'imbarcata.


