Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che salva: Cuesta saggio a 30 anni, Krause avrà imparato la lezione?

02.05.2026 00:00 di  Tommaso Rocca   vedi letture
Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che salva: Cuesta saggio a 30 anni, Krause avrà imparato la lezione?
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Il gioco espresso dal Parma è spettacolare e divertente? No. Questo Parma è massima espressione della bellezza di questo sport? Assolutamente no. La domanda giusta da farsi, però, è un'altra: per un tifoso gialloblu, è più importante vedere un Parma propositivo e brillante o vedere il Parma in Serie A per il terzo anno di fila? La risposta è scontata: non c'è nulla di più bello che la salvezza e le scelte di Cuesta durante la stagione sono state sempre e solo orientate a questo obiettivo. Se a quattro giornate dalla fine il Parma può godersi senza pressioni il finale di stagione, è perché il tecnico crociato è riuscito a convogliare ogni minima energia e risorsa verso la permanenza in Serie A. 

Durante la stagione, non sono mancate critiche, in alcuni casi anche giuste. Il gioco del Parma però ha fatto storcere il naso anche a me e non nascondo di aver espresso il mio disappunto quando, nonostante mesi di lavoro, la squadra continuava a mostrare evidenti limiti in fase offensiva. Eppure, sentendo le parole di Cuesta dopo Parma-Pisa, ritengo che finalmente il tecnico crociato abbia dato risposte ad ogni dubbio e perplessità, ma soprattutto alle tante critiche ricevute, soprattutto a livello nazionale. Dalle sue parole sembra evidente che nulla sia stato lasciato al caso: ogni scelta che è stata presa, anche dolorosa, è stata fatta con tanta consapevolezza e con una maturità sorprendente per un 30enne alla prima esperienza in Serie A. 

Al contrario, tanti giovani allenatori finiscono per schiantarsi con le proprie idee contro una realtà cinica e spietata. L'entusiasmo travolgente di inizio carriera rischia di giocare brutti scherzi, anche ad allenatori che poi si rialzeranno e faranno una grande carriera. Maresca a Parma è un esempio, ma ce ne sarebbero tanti altri, che anche Cuesta conosce bene. Carlos è stato fin da subito conscio di questo rischio e per questo ha deciso sempre di mantenere un profilo basso: ermetico (fin troppo) nelle conferenze, sempre pronto a venire incontro ai suoi ragazzi e concentrato solo sui risultati. La parola chiave che spiega l'approccio saggio di Cuesta è credibilità: lo spagnolo ha capito di doversela guadagnare solo con i risultati, senza pensare a nient'altro. A raccontarcelo è proprio lui, finalmente senza maschere, in conferenza stampa: 

"Ho approcciato questa avventura con umiltà, provando ad imparare il massimo. Era tutto nuovo, non avevo lavorato mai in Serie A, con questo staff e questi calciatori. Non conoscevo le dinamiche ma sapevo le esperienze di altri, anche grandi allenatori di alto livello che non sono riusciti a centrar il risultato in una sfida di questo tipo. Quindi ho provato da subito a mettermi a disposizione, conoscere il contesto e guadagnare credibilità. Non son stato calciatore, non ho mai fatto questo lavoro. Potevano pensare fosse arrivato il filosofo, a 29 anni a far cattedra. Ho cercato solo di aiutare al massimo i ragazzi, sulla linea guida che pensavo potesse aiutarli". 

Un approccio saggio, con rara lucidità e intelligenza, che ha portato Cuesta a dare priorità solo ai risultati. Il suo Parma in questo momento si adatta bene al 3-5-2 con blocco basso? Questa allora è la strada giusta, per costruirsi la credibilità e centrare la salvezza. Una mentalità che alla fine ha fatto gioire tutti: il Parma, salvo con quattro giornate di anticipo, e Cuesta, che ha centrato il risultato con largo anticipo alla prima esperienza della sua carriera, costruendosi credibilità. Ora, come guarderà al futuro il tecnico spagnolo? La mentalità rimarrà sicuramente la stessa, ovvero priorità al risultato, ma si proverà a costruire un contesto che possa permettere di arrivarci con una proposta migliore?

Una domanda che sta alla base anche dei piani per un futuro insieme tra Cuesta e il Parma. Mi domando infatti cosa pensi il presidente Krause, sempre presente in società ma sempre più lontano dai riflettori. La salvezza sarà sicuramente un risultato che lo ha fatto gioire, l'impatto sul bilancio economico, come evidenziato nell'ultimo esercizio chiuso a fine 2025, lo farà sorridere ancora di più: ma il presidente riuscirà a farsi piacere il gioco proposto dal Parma di Cuesta? Avrà messo da parte le proprie convinzioni, dando priorità assoluta all'obiettivo? Non è una domanda così strana da porsi, visto quello che dichiarava Krause 5 anni fa. 

Il presidente infatti, durante la gestione Liverani, aveva espresso il proprio disappunto per uno stile di gioco poco propositivo, scrivendo su X: "Niente più 3-5-2, da ora in avanti attacchiamo". Parole proprio del presidente del Parma allenato da Cuesta: incredibile vero? Il gioco espresso dai ducali oggi rappresenta tutto quello che Krause rinnegava appena 5 anni fa. Eppure, quell'anno il Parma si schiantò e retrocesse, mentre oggi è salvo con quattro giornate di anticipo. Basterà questo a far cambiare idea al presidente, o la sua visione si scontrerà con il calcio proposto da Cuesta? Di certo, era praticamente impensabile cinque anni fa pensare che Krause avrebbe gradito questo tipo di calcio. Oggi invece, che ne pensi Kyle?