Neanche il tempo di iniziare che l'infermeria del Parma è già piena: ora a centrocampo la coperta è davvero corta. Il mercato deve dare risposte al più presto

26.07.2026 00:00 di  Francesco Servino   vedi letture
Neanche il tempo di iniziare che l'infermeria del Parma è già piena: ora a centrocampo la coperta è davvero corta. Il mercato deve dare risposte al più presto
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La nuova stagione del Parma Calcio è iniziata da poco più di dieci giorni, con la formazione crociata che nelle scorse ore ha lasciato il Mutti Training Center di Collecchio per trasferirsi in Trentino, dove ha già disputato il triangolare contro Trento e Sassuolo e dove trascorrerà le prossime settimane. Più che il campo, però, a far notizia è l'infermeria gialloblu, che è già molto affollata, con un reparto che soffre più di altri. Sto parlando, naturalmente, del centrocampo, che oltre ai due lungodegenti Benjamin Cremaschi e Adrian Bernabé, nelle ultime ore ha perso per infortunio anche Hans Nicolussi Caviglia. L'altoatesino ha sofferto di una lesione di medio grado alla coscia destra e dovrà stare lontano dai campi per un po', andando a saltare con ogni probabilità le prime sfide ufficiiali della stagione. Per le sfide contro Trento e Sassuolo, in mezzo al campo c'erano a disposizione solo: Mandela Keita, Abdou Salam Konate, Rachid Kouda, Christian Ordoñez e Oliver Sørensen, a cui si aggiunge Simone Lontani, il cui adattamento in mezzo al campo è ancora in fase di perfezionamento.

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Risulta evidente come in mediana la coperta sia diventata improvvisamente corta, con il mercato che rischia addirittura di peggiorare le cose: non è un mistero che Adrian Bernabé per un motivo e Mandela Keita per un altro siano due dei possibili indiziati per lasciare Parma durante l'estate, ma al momento le loro uscite non appaiono possibili numericamente. Si è già scritto e parlato di come la decisione di non rinnovare il contratto a Nahuel Estevez non fosse stata probabilmente troppo azzeccata e con Nicolussi Caviglia ai box, mister Carlos Cuesta si trova ora senza un vero e proprio regista a disposizione. Nulla di irrimediabile in questa fase della stagione, ma partire senza un vero e proprio perno del gioco è senza dubbio un deficit non indifferente. Diventa allo stesso modo impensabile che certe responsabilità possano essere prese da Kouda o Konaté, che hanno trascorso gli ultimi dodici mesi rispettivamente in Serie B e in Primavera. Entrambi, tra l'altro, non sembravano destinati a restare a Parma in questa stagione, con Konaté in particolare che potrebbe avere bisogno di un prestito per crescere e fare esperienza tra i professionisti. Restano certezze e aumenteranno senza dubbio la propria centralità nel progetto Sorensen e Ordonez, che dopo il primo anno in Emilia tra luci e ombre, saranno chiamati a dimostrare tutto il loro valore nelle due fasi. Ma anche loro sono lontani dall'essere dei registi puri. 

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Dalle mie parole fin qui sembra che il mercato rappresenti solo un problema per il Parma, ma come spesso capita potrebbe esserne anche la soluzione, anche se magari non immediatamente. Il club gialloblu, in questa fase delle trattative, deve comprendere bene quale è il budget a disposizione per operare sul mercato e questo dipenderà logicamente dalle uscite. Al 26 luglio, i vari Suzuki, Pellegrino, Keita ecc. sono ancora dei giocatori del Parma, con diversi club che hanno bussato alla porta del club ducale, ma nessuno ha ancora compiuto il passo decisivo. Qualcuno sicuramente partirà e solo dopo si potrà capire quanti soldi si avranno a disposizione. Una cosa è certa: se dovessero uscire Keita e Bernabé contemporaneamente, con il recente infortunio di Nicolussi Caviglia, il Parma si presenterebbe all'alba del nuovo campionato senza neanche un elemento del centrocampo titolare della parte finale della scorsa stagione, un dettaglio tutt'altro che banale. Non ci resta che aspettare e vedere quali saranno le prossime mosse del duo Cherubini-Pettinà: quello che è certo è che un'infermeria così affollata a luglio cambia in modo quasi inevitabile le strategie di mercato di un club, con le priorità che vanno a modificarsi da un momento all'altro. 

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