Oggi contro il Monza vietato sbagliare: una sfida delicata per i crociati, ancora alla ricerca della propria identità
La terza giornata di campionato rappresenta già un crocevia importante per il Parma di Carlos Cuesta: alle 15 al Tardini arriva il Monza per il secondo scontro diretto casalingo della stagione, dopo quello perso contro il Cagliari all'esordio in questa Serie A 2026/27. Dopo il ko contro i sardi, i crociati hanno incassato anche la sconfitta contro la Juventus e sono stati eliminati dalla Coppa Italia per mano della Cremonese (0-2). L'appuntamento odierno assume quindi un peso specifico notevole: i gialloblù devono interrompere il trend negativo e tornare a muovere la classifica per restituire fiducia a un gruppo profondamente rinnovato, oltre che a una tifoseria che si aspettava un avvio decisamente diverso.
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Ma non è solo il risultato l'aspetto su cui focalizzare oggi l'attenzione: la squadra appare ancora alla ricerca di una precisa identità di gioco, soprattutto alla luce di una stagione in cui aveva saputo costruire caratteristiche tecniche e caratteriali ben definite. Durante la preparazione estiva e nelle prime uscite ufficiali, Cuesta ha provato a evolvere il sistema di gioco verso un 4-3-3 più offensivo e dinamico. Contro la Juventus, però, si è rivisto per lunghi tratti (soprattutto nel primo tempo) il Parma della scorsa stagione: difesa a cinque, compattezza e solidità, a conferma di come le certezze costruite nel recente passato rappresentino ancora una risorsa affidabile. Poi è arrivata l'inaspettata sconfitta contro la Cremonese, che ha inevitabilmente alimentato dubbi e interrogativi. Nel frattempo, con il mercato ancora aperto si era diffusa l'aspettativa che arrivassero elementi funzionali all'idea del nuovo modulo tattico, soprattutto esterni offensivi; non a caso, fino alle ultime ore di trattative, diversi profili sono stati accostati al Parma. Alla fine, però, l'ulteriore rinforzo non è arrivato e ora il principale interrogativo riguarda la possibilità, o l'opportunità, di proseguire nell'evoluzione verso un 4-3-3 che, almeno sulla carta, non sembra supportato da una sufficiente presenza di interpreti naturali. Sicuramente a mercato concluso, come sottolineato da Cuesta alla vigilia, c'è finalmente chiarezza: il "sappiamo chi siamo" del tecnico gialloblù dovrà tradursi in scelte più definite e in un percorso di crescita costruito sulle caratteristiche dei giocatori a disposizione in una rosa che non cambierà più fino a gennaio.
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La sfida con il Monza arriva quindi accompagnata da numerosi interrogativi, tattici e di formazione. Ci sarà un ritorno alla difesa a cinque oppure si continuerà a puntare sulla linea a quattro, ora che il reparto può contare sull'esperienza e sul carisma di Diego Carlos? A centrocampo, chi raccoglierà l'eredità di Nicolussi Caviglia, ancora fermo per infortunio, e come verrà gestita la contemporanea assenza di Bernabé, che si spera possa essere limitata nel tempo? La società è intervenuta con l’acquisto dello svincolato Vincent Sierro, ma resta da capire quanto tempo sarà necessario per il suo inserimento e chi verrà scelto nell'immediato per guidare una zona nevralgica oggi privata di due pedine fondamentali. L'attacco sarà schierato a tre, affidandosi a interpreti in grado di alternarsi e adattarsi a più ruoli, oppure si opterà per un assetto con due punte supportate dagli inserimenti dei centrocampisti, come Lontani, Fabbian o lo stesso Bernabé una volta recuperato? Vedremo contro i biancorossi di Juric quali saranno le scelte di mister Cuesta, nella speranza che il Parma riesca finalmente a cancellare lo zero dalla classifica generale e da quella dei gol realizzati. Una sfida che il Parma (anche quest’anno la rosa più giovane della serie A) dovrà affrontare con personalità, compattezza e spirito di sacrificio, qualità indispensabili non solo per ottenere risultati, ma anche per trascinare una tifoseria che, ancora una volta, non farà mancare il proprio sostegno oggi al Tardini.


