Mamma mia che confusione! Parma offuscato dentro e fuori dal campo: la Cremonese passeggia al Tardini e il mercato appare senza un senso logico. Pronti a essere smentiti, ma oggi la situazione lascia tanti dubbi

02.09.2026 00:00 di  Francesco Servino   vedi letture
Mamma mia che confusione! Parma offuscato dentro e fuori dal campo: la Cremonese passeggia al Tardini e il mercato appare senza un senso logico. Pronti a essere smentiti, ma oggi la situazione lascia tanti dubbi

1° settembre 2026 ore 20.00, Parma: al Tardini i tifosi gialloblu fischiano la loro squadra, appena sconfitta dalla Cremonese ed eliminata dalla Coppa Italia.
1° settembre 2026 ore 20.00, Milano: si chiudono simbolicamente le porte in un noto hotel della città, mettendo fine alla sessione estiva del calciomercato, con il Parma che non ha chiuso nessun nuovo colpo in giornata.
Se questa non è la descrizione di una giornata horror, poco ci manca! Il Parma inizia il mese nel peggior modo possibile, dando segnali di grande confusione, dentro e fuori dal campo. Le mie parole possono risultare dure, ma credo di fare un’analisi oggettiva quando dico che la situazione in casa gialloblu è molto seria e vanno trovate al più presto delle soluzioni adeguate.

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Partiamo da quello che ci ha detto il campo: mister Carlos Cuesta ha continuato ad affidarsi al 4-3-3, con diverse facce nuove rispetto agli impegni di campionato e le risposte che ha avuto sono state tutto fuorché convincenti. Hanno riposato inizialmente quasi tutti i “big” della rosa, soprattutto in difesa, con in particolare Valenti e Carboni che hanno giocato una partita pessima, sia nell’arginare le scorribande di Licina (che sarebbe tanto servito a questo Parma, ma ci torneremo) sia in fase di impostazione. A preoccupare però è soprattutto il centrocampo: le obbligate esclusioni di Bernabé e Nicolussi Caviglia hanno privato i crociati degli unici due elementi di pura qualità di cui hanno a disposizione, costringendo mister Cuesta ad alternare Konaté, Fabbian, Ordonez e poi Keita in mezzo al campo. Nessuno di loro è riuscito in un guizzo, in una giocata, in un’invenzione: così diventa davvero complesso creare un qualcosa che possa essere usato dal reparto offensivo. I problemi, per la verità, non sono mancati neanche lì: la squadra pare non aver metabolizzato ancora l’addio di Pellegrino, non capendo che i nuovi arrivati, Touré e Romero su tutti, vanno serviti in modo diverso. Altrimenti si rischia di veder sparire dal gioco gli attaccanti come è stato per larghi tratti della sfida contro la Cremonese. Ma a non far stare tranquilli è la quasi totale assenza di fantasia che dimostra di avere questa squadra: bravissima lo scorso anno a essere compatta e ordinata, molto meno incisiva in queste prime uscite stagionali quando si tratta di trovare la giocata giusta per far gol (finora ne sono arrivati solo due, contro una squadra di Serie C). E piccola nota a piè di pagina: nonostante la vittoria al Tardini, la Cremonese ha esonerato Giampaolo: immagino avessero già deciso prima e si aspettassero di perdere contro il Parma, venendo incredibilmente sorpresi.

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Ma archiviamo il capitolo Coppa Italia, che con ogni probabilità si sarebbe comunque chiuso più avanti, e parliamo del vero problema, a mio modo di vedere, dell’estate crociata: il mercato. Le scelte fatte dalla dirigenza del Parma mi lasciano a dir poco basito e non tanto per le uscite, come si potrebbe pensare, bensì per chi è arrivato e soprattutto chi non è arrivato. Mi spiego: era impensabile trattenere tutti i vari Suzuki, Pellegrino, Circati, Keita, Bernabé e Troilo, ed è stato da un certo di vista giusto vendere i primi tre, viste le offerte che sono arrivate. Quello che è mancato, a mio avviso, è la coerenza tra il mercato e quello che si sta provando a costruire sul campo. La principale differenza tra il 3-5-2 della scorsa stagione e il 4-3-3 che stiamo vedendo ora sono gli esterni. In questo ruolo il calciomercato ha portato solo Lontani e Diallo, un 2008 e un 2007 senza esperienze tra i professionisti. L’ex Milan, unico marcatore stagionale fin qui, non è neanche un’ala pura e lui stesso ha confessato che Cuesta lo ha provato a centrocampo. È arrivato pure Touré, anche se la sua collocazione in campo è ancora tutta da comprendere. Ci sono poi Almqvist e Frigan, con il croato in particolare che ha provato ad adattarsi sulla fascia, ma fin qui non ha trovato grande spazio. Cuesta ha anche usato Britschgi largo, forse per mandare anche un messaggio alla società: “ho bisogno di un esterno”. Tutti si aspettavano che un regalo venisse fatto al mister maiorchino e invece, alle 20.00 non è arrivato nessuno. Per me era già un problema attendere l’ultimo minuto per fare un colpo così importante a fini del nuovo sistema di gioco, ma non farlo proprio mi sembra davvero inconcepibile. Si è parlato tanto di Cancellieri, di Zeballos e anche di quel Licina che ha incantato poche ore fa il Tardini con un delizioso pallonetto e una gara da MVP. Ma alla fine non la fascia rimane senza un padrone autorevole.

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L’altro ruolo scoperto è quello in cabina di regia, lasciato libero a giugno da Estevez, al quale non è stato rinnovato il contratto. Era lecito attendersi un innesto lì, per non essere scoperti in caso si fosse infortunato Nicolussi Caviglia. Neanche a dirlo, il valdostano si è dovuto operare per pubalgia, lasciando un vuoto in mediana che nessuno dei calciatori presenti può colmare. Non lo può fare neanche Konaté, la vera novità del centrocampo crociato, considerando Fabbian il sostituto fatto e finito di Sorensen. Il classe 2006 non è un regista e chi ha visto le sue partite lo scorso anno in Primavera, come il sottoscritto, lo sa. Lui ha quasi sempre giocato in coppia con Tigani (ora in prestito all’Ospitaletto) ed era l’italiano a far girare la formazione di Corrent. Konaté svolgeva, egregiamente, altri compiti, più difensivi, di rottura. Non ci si poteva aspettare che in un’estate diventasse un regista dai piedi buoni in grado di creare gioco. Anche in questo caso resto interdetto sulle scelte della dirigenza: un innesto di qualità a centrocampo serviva, specie con gli infortuni di Bernabé e Nicolussi. Per carità, tanta sfortuna, però è oggettivo che il Parma si è fatto trovare scoperto e non ha agito sul mercato per coprirsi.

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Concludo questo pensiero più lungo del solito, provando a capire quali soluzioni ha davanti mister Cuesta, che deve trovare al più presto la formazione in grado di dargli più sicurezza dietro e di essere più incisivo davanti. O si continua con il 4-3-3, provando a capire chi sono gli uomini capaci a ricoprire i ruoli che sono evidentemente scoperti; oppure si torna indietro al 3-5-2, prediligendo nuovamente la fase difensiva e dando tempo agli attaccanti di comprendere come poter colpire. All’orizzonte c’è già il Monza e vincere significherebbe far sorridere l’ambiente, perdere metterebbe tutti, ma proprio tutti, in discussione.

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