Lontani, Daffara e ora Fazzini, Fratelli d'Italia con il sogno azzurro. A Parma torna di moda il made in Italy, il prossimo passo è il rinnovo di Delprato
Sta per iniziare il pre-campionato per la maggioranza dei club europei, Parma compreso, ma i riflettori del mondo del calcio restano su un mondiale che volge nella fase decisiva. Le stelle salgono in cattedra, mentre l'Italia segue con disinteresse: gli azzurri sono assenti ingiustificati, per la terza volta consecutiva, dal massimo palcoscenico mondiale. Una delusione calcistica per un popolo che ha fame di riscatto e che spera nelle generazioni future. C'è però bisogno di investimenti, coraggio e fiducia nei talenti italiani, uno sforzo dell'intero movimento per riportare la nazionale al vertice del calcio mondiale.
Un impegno anche per i club italiani, che possono fare la differenza. Quale può essere il ruolo del Parma? Nelle ultime stagioni, la società ha avuto coraggio mostrando grande fiducia nei giovani. La politica del club è chiara: essere competitivi, investendo su giocatori di prospettiva e provando a valorizzarli. Le ultime due sessioni di mercato dimostrano che questa visione può essere vincente e allora Parma si candida come una piazza che può fungere da trampolino e regalarci pedine preziose per il futuro di una nazionale che ha l'obbligo nel 2030 di tornare ai mondiali.
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Da quando Krause è a Parma, però, spesso sono piovute critiche per la scelta di investire su giocatori provenienti dall'estero e da altri campionati. Nei primi anni di proprietà a stelle e strisce, i principali investimenti sono stati fatti verso giocatori esteri, prediligendo questi profili rispetto a talenti italiani. Da quando Cherubini è a Parma però, sembra esserci stata un'inversione di rotta: il Parma continua a puntare su talenti esteri, ma ora è attento, vigile e pronto ad investire sul mercato nazionale. Sembra proprio che a Collecchio, oggi più che mai, il made in Italy vada di moda e il futuro del Parma potrebbe basarsi su uno zoccolo duro tricolore.
L'apripista è stato Giovanni Leoni: quando Napoli, Inter e altre big italiane frenavano di fronte alle richieste della Sampdoria, il Parma è arrivato con circa cinque milioni più bonus. Un investimento importante, che però è stato pienamente ripagato. Leoni a Parma è diventato uno dei prospetti migliori del nostro calcio, spiccando il volo verso il Liverpool. L'infortunio lo ha bloccato, ma l'augurio è che presto possa tornare ad alti livelli e diventare pilastro della nazionale azzurra. Il Parma ci ha provato anche con Cancellieri, Oristanio, e infine anche Nicolussi Caviglia, appena riscattato, ottenendo risultati altalenanti. Senza dimenticare nemmeno le mosse per il settore giovanile, con profili come Varali su cui il Parma punta per il futuro.
L'inversione di rotta è chiara, questa politica piace a Cherubini e ora è più che mai concreta. In questo inizio di mercato, il Parma ha prelevato la giovane promessa Simone Lontani, il talento Giovanni Daffara e ora punta forte su Jacopo Fazzini. Insomma, volevate i giocatori italiani? Eccovi accontentati! Tre su tre, tutti di prospettiva, che a Parma sognano di fare il grande salto. Lontani è tutto da scoprire, Daffara vuole affermarsi in Serie A e Fazzini vuole rilanciarsi dopo una stagione in chiaroscuro a Firenze. 2008, 2004 e 2003, giocatori giovani che in futuro possono far comodo anche alla nazionale, avendo anche già vestito azzurro nelle categorie minori.
Lontani ha collezionato presenze in tutte le annate delle nazionali azzurre, Daffara è stato il portiere titolare della nazionale Under 21, Fazzini si è affermato appena vent'enne nel nostro campionato e ha vestito la maglia azzurra dall'Under 17 all'Under 21. A Parma possono continuare a crescere, in un ambiente che ha dimostrato di saper lanciare i giovani. Ecco quindi che la piazza gialloblu potrebbe diventare ambita anche per tanti altri talenti azzurri, che sanno, in un calcio italiano che fatica a lanciare i giovani, di poter trovare nel Parma la società che ha il coraggio di puntare su di loro. Così il club ducale può assumere un ruolo decisivo nella crescita del movimento e allo stesso tempo, ottenere successi sul campo puntando su uno zoccolo duro di talenti italiani.
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Il punto di partenza, però, deve essere il rinnovo di chi rappresenta il cuore pulsante dello spogliatoio. Se Leoni è stato d'esempio, il vero precursore possiamo dire che sia stato Enrico Delprato. Il capitano ha dimostrato al club che puntare sui talenti italiani può essere una scelta vincente e ora il Parma ha bisogno di lui, come guida per un gruppo giovane e anche orfano di Estevez. Il mancato rinnovo lascia in apprensione tutta la piazza, che conosce bene l'importanza di Delprato dentro e fuori dal camppo. Sarebbe veramente assurdo non estendere un matrimonio che è stato vincente. Il Parma ha bisogno di Delprato e anche il capitano qui può mettersi in mostra, come protagonista assoluto e leader indiscusso. Per Enrico, la Nazionale resta un sogno, che finora è stato solo accarezzato: c'è ancora tempo però per salire su quel treno, nella speranza di farlo con la crociata cucita sul petto.


