Le assurde polemiche sul gol convalidato al Parma: come rovinare il bello del calcio
Ebbene sì, sono caduto nel tranello. Dopo Milan-Parma bisognerebbe parlare di tutto fuorché di inutili episodi arbitrali: ci sarebbe da commentare la grande impresa di un Parma eroico, analizzare le difficoltà del Milan contro le difese organizzate, rivivere la serata da sogno che il Parma ha regalato ai suoi tifosi. Insomma, semplicemente parlare del bello del calcio. E invece il mainstream è riuscito anche oggi a farci parlare di VAR e moviola, dando adito a polemiche che sono tanto inutili quanto assurde. Spesso opinionisti e media sono i primi a criticare un calcio che non evolve, attaccando società, giocatori e allenatori, ma sono poi anche i primi a dare adito a polemiche che non dovrebbero esistere. La grande attenzione dedicata nei post partita e nei salotti del calcio al gol convalidato al Parma lascia tanto amaro in bocca ed è lo specchio dello stato attuale del calcio italiano.
Dopo aver passato una settimana ad indignarsi, anche giustamente, per la simulazione di Bastoni, ora invece la scena se la prenderà la scelta di Piccinini di convalidare la rete di Troilo, che diventerà quindi il tema principale fino al prossimo weekend. Si analizzerà ogni inquadratura, ogni frame del presunto contatto tra Maignan e Valenti, ognuno sparerà sentenze e non si arriverà a una conclusione. Anzi, si è già iniziato stasera: sentir parlare dei micro movimenti di Valenti, che stando a quanto si è detto, sembrerebbero addirittura svelare l'intenzione di ostacolare Maignan, è davvero svilente per questo sport. Chiunque abbia calcato un campo, a qualunque livello, dal calcio amatoriale a quello professionistico, sa che questi contatti dentro un'area di rigore non possono essere considerati fallo. Valenti non fa alcun accenno di movimento, lo scontro con Maignan è leggerissimo, ma per qualcuno è abbastanza per annullare un gol in uno sport di contatto.
Tutto ciò non fa altro che rinforzare una mia opinione: il VAR è una rivoluzione positiva, uno strumento potentissimo, che però invece che sfruttare, usiamo solo per alimentare polemiche. Detto ciò, questo non scagiona i tantissimi errori di una classe arbitrale spesso non all'altezza. Però invece che affrontare il problema con obiettività, ognuno porta acqua al suo mulino, senza alcun buonsenso. Una settimana fa si discuteva dell'assurdità di non poter usare il VAR in caso di un secondo giallo, dopo una plateale simulazione, ora invece si attacca l'utilizzo del VAR per aver permesso all'arbitro di rivalutare l'entità di un contatto praticamente inesistente. Ci lamentiamo dei calciatori che simulano, poi però pretendiamo che venga fischiato fallo per ogni minimo scontro. A questo punto a sbagliare non sono i calciatori che simulano, ma chi commenta e ritiene giusto annullare un gol per un contatto quasi impercettibile. Anche oggi abbiamo assistito a lunghe letture di pezzi del regolamento per giustificare opinioni che con il calcio hanno poco a che vedere: alla fine lo scriveva anche Manzoni, "a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo e nessuno è innocente".
Voglio però chiudere con una nota di merito. In tutti i discutibili commenti di stasera, che provano a togliere l'attenzione dal campo, qualcuno si è distinto per buonsenso. A differenza di altri allenatori o altre società, che davanti ai microfoni alimentano le polemiche, diffondono odio e cercano di suscitare pressione mediatica, c'è anche chi ha provato a fare il pompiere. Interpellato due volte sull'argomento, il vice di Allegri Marco Landucci non ha voluto criticare l'operato del direttore di gara. Anzi, da vero uomo di sport ed ex portiere, ha ammesso come questi semi blocchi siano un qualcosa di cercato da ogni squadra. Di contatti così se ne son visti, se ne vedono e se ne vedranno ed è questo il bello del calcio. Landucci ha dimostrato di voler bene a questo sport, anche se purtroppo non si può dire lo stesso di tutti. Leao infatti sui social ha scelto di agire diversamente, dando adito alle polemiche. Mi permetto di dire che è una piccola caduta di stile, ma come io mi sono espresso in questo articolo, anche lui ha piena libertà di farlo. Ognuno poi trae le proprie conclusioni, il mio augurio è che il calcio sia popolato da più Landucci e meno Leao.


