La Primavera del Parma all’appuntamento con la storia. Questi due anni di lavoro come un quadro da esporre: adesso a Conde e compagni manca solo la firma
C’è poco da girarci intorno: la finale Scudetto di questa sera è un appuntamento con la storia per la Primavera del Parma. I crociati di mister Corrent hanno compiuto un vero e proprio miracolo sportivo nelle ultime due stagioni: partendo dalla Primavera 2, nella passata stagione hanno conquistato la promozione in Primavera 1 e quest’anno hanno stupito di settimana in settimana, guadagnandosi una storica qualificazione ai playoff per una neopromossa. Anche se, a dir la verità, Corrent non ha mai nascosto le ambizioni di una società e di una squadra che ha fin da subito messo in evidenza quale fosse la sua forza: i gialloblu sono stati stabilmente nelle prime posizione della classifica e adesso si giocano l’ultimo atto della stagione, quello più importante.
LEGGI QUI: Primavera, Parma-Cesena 2-1: CROCIATI IN FINALE!!! Un altro rigore di Miko vale l'ultimo atto
Ma facciamo un passo indietro e analizziamo brevemente la semifinale contro il Cesena. A mio modo di vedere non è stata una partita perfetta per i crociatini, che anzi sono apparsi contratti in qualche frangente, anche se, a dir la verità, non possiamo non considerare un certo grado di emozione. In ogni caso, il Parma ha avuto la meglio su un Cesena davvero coriaceo, che nella ripresa ha fatto vacillare la squadra di Corrent prima e dopo il pareggio. I gialloblu, però, hanno saputo rimanere in piedi e assorbire il colpo, per poi tornare in vantaggio grazie all’ennesima genialata di Cardinali, che si è guadagnato il rigore poi trasformato, ovviamente, da Mikolajewski. Alla vittoria finale ha però concorso anche un altro aspetto: mi riferisco all’equilibrio difensivo. Conde e Drobnic, coadiuvati da Mena, D’Intino e compagni, non hanno concesso praticamente nulla al Cesena, che ha calciato nello specchio della porta solo in occasione della punizione che è valsa il pareggio. Poi niente più fino al novantesimo, quando il tiro di Tosku è stato deviato da Conde, e lì ci ha pensato Astaldi con un riflesso felino.
LEGGI QUI: Mikolajewski è glaciale. Conde miracoloso e porta tutti in finale. Le pagelle di ParmaLive.com
Il Parma comunque ha vinto e si è guadagnato meritatamente la finale. E se la giocherà con la Fiorentina, squadra che è arrivata proprio a pari punti con i crociati nella stagione regolare. Nelle due sfide di campionato è regnato l’equilibrio: vittoria 2-1 per i viola all’andata, mentre al ritorno lo stesso punteggio è stato a favore dei gialloblu. Sembrerebbe dunque prospettarsi una partita equilibrata appunto, anche se a favore della squadra di Galloppa ci sarà il sostegno del Viola Park, splendido teatro della sfida di questa sera. Ci si aspetta che gran parte del pubblico sarà di fede gigliata e questo sarà un elemento da gestire per Corrent e la sua squadra: ma anche questo fa parte del diventare grandi, considerando che molti dei crociati si trovano a un passo dal fare il loro decisivo step verso il calcio professionistico.
La finale di questa sera è il coronamento di due anni di lavoro fantastici da parte di mister Corrent e dei suoi ragazzi, oltre che del responsabile Mattia Notari e di tutto lo staff gialloblu. Dopo la vittoria del campionato nella scorsa stagione, il Parma è a un passo da un bis che entrerebbe nella storia, visto che mai nessuna neopromossa era arrivata a giocarsi tanto nel campionato di Primavera 1. Le due stagioni dei crociati possono essere paragonate a un bellissimo quadro, da esporre in galleria: adesso a Conde e compagni manca solo apporre la firma, che darebbe a questo dipinto un valore inestimabile.
LEGGI QUI: Primavera, è lecito sognare; e contro la Fiorentina Miko si scatena


