La dieta Cherubini funziona, il Parma resta a stecchetto e Krause sorride: la gestione ora è sostenibile

11.04.2026 00:00 di  Tommaso Rocca   vedi letture
La dieta Cherubini funziona, il Parma resta a stecchetto e Krause sorride: la gestione ora è sostenibile

Parola d'ordine: sostenibilità. La gestione del Parma, da quando Federico Cherubini è al timone del club, ha cambiato paradigma. C'è un prima e un dopo il suo avvento: sotto mandato del presidente Krause, il Parma è stato messo a stecchetto e dopo un solo anno e mezzo, si vedono i risultati. Fino a due stagioni fa, il club ducale, al tempo in Serie B, di anno in anno presentava un bilancio con pesanti passività, risanate solo dagli investimenti del patron americano. Quest'anno invece, come anticipato dal club, i conti torneranno a sorridere: solo 1,4 milioni di perdita consolidata, rispetto agli oltre 60 dell'anno prima. 

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Come interpretare questo dato? Sicuramente incide il primo anno solare intero su cui impattano i ricavi maggiorati del campionato di Serie A. Come più volte ribadito, la lunga permanenza nel campionato cadetto ha gravato e non poco sulle casse del club, riducendo enormemente i ricavi su più fronti, con i diritti tv in prima linea. A questo poi si aggiunge l'impatto di un player trading che, finalmente, sta dando i suoi frutti: le illustri cessioni di questa estate hanno portato 70 milioni nelle casse del club, venendo solo in parte reinvestiti sul mercato. Un risultato virtuoso, figlio sia dell'ottima gestione delle trattative, ma anche e soprattutto della capacità di valorizzare gli investimenti riusciti degli anni precedenti. 

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A questo però, va aggiunta la dieta Cherubini. Torniamo alla parola d'ordine: sostenibilità. Una parola che non abbiamo scelto noi, ma proprio Cherubini, che l'ha più volte utilizzata parlando del presente e del futuro del club, anche di recente: "Stiamo cercando di portare avanti un progetto che possa permettere alla squadra di essere competitiva ma allo stesso tempo sostenibile. Il che non significa voler tarpare le ambizioni del club". Una dichiarazioni di intenti precisa, su mandato di Krause, evidente fin dal suo approdo a Parma. Indovinate che parola usava il club, nell'annuncio dell'approdo del nuovo CEO, per presentare il suo curriculum: "La sua capacità di armonizzare obiettivi competitivi immediati con una crescita sostenibile gli ha fatto guadagnare il riconoscimento all'interno della comunità calcistica".

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Dopo quasi un anno e mezzo, Cherubini sta rispettando il suo ruolo e portando a casa risultati. Lontani sono infatti i tempi in cui il Parma, nonostante fosse in Serie B, veniva messo a confronto con le grandi di A per spese spropositate. Krause ora non vuole più dilapidare e Cherubini, con la sua esperienza, è stato chiamato proprio per condurre il club verso una gestione virtuosa e... sostenibile. Le prove sono nei dati: nella classifica stilata da Sky Sport due mesi fa, il Parma risultava la diciottesima squadra in Serie A per monte ingaggi. Un totale di 23 milioni in stipendi, per una media a calciatore di 0,7 milioni. Solo Pisa e Lecce spendono meno del Parma, la dieta Cherubini ha snellito il monte ingaggi completando cessioni come quelle di Hernani e gestendo con oculatezza rinnovi e nuovi innesti. 

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L'altro dato più recente riguarda le spese in commissioni per agenti, riportate da Calcio e Finanza. Il Parma si colloca nel 2025 al quindicesimo posto, con 6,6 milioni versati ai procuratori. Meno di squadre come Verona, Genoa e Torino, più solo di Lecce, Cagliari e delle tre neopromosse. Krause ora può sorridere: il presidente, a differenza dei primi anni, ora non ha più le tasche bucate, ma il suo Parma fa piccoli passi verso una maggiore autosostenibilità. La parola d'ordine non cambia, questa è la linea per il futuro, senza però rinunciare alla competitività. In attesa dei grandi investimenti promessi, su tutti il Nuovo Tardini: per il momento, tutto tace. 

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