L’equilibrio predicato da Cuesta è cosa buona e giusta, ma a Torino si è persa la bussola. Contro la Cremonese arriva l’occasione giusta per chiudere i conti
“Gli infedeli hanno solo bruciacchiato la mia barba, crescerà nuovamente”. Così sembra che il sultano Selim II abbia commentato, a un anno di distanza, la sconfitta della flotta ottomana nella battaglia di Lepanto. E addirittura il gran visir Mehmet Sokollu avrebbe aggiunto: “Questo è un impero tale che se volesse potrebbe rifare la flotta facendo le ancore d’argento, i cordami di seta e le vele di raso”. Non so se a Parma si disponga di certi materiali, fatto sta che possiamo paragonare (con le dovute precauzioni del caso) questo evento storico all’ultima settimana vissuta dai crociati e da mister Carlos Cuesta, purtroppo protagonisti di una brutta sconfitta allo Stadio Olimpico Grande Torino: una “sbruciacchiata” alla barba che nell’ultimo mese il Parma aveva ben curato, con cinque risultati utili consecutivi e un livello di sicurezza mai così alto nel resto della stagione.
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Ripartendo brevemente dalla sconfitta di Torino, in quell’occasione i crociati hanno perso quell’equilibrio tanto decantato da Carlos Cuesta nelle ultime settimane e che li aveva portati a debita distanza dalla zona rossa della classifica. La gara di venerdì scorso si è messa subito in salita per il Parma, con il vantaggio granata dopo appena tre minuti (complice anche la “gatta” di Suzuki, ma non ne parleremo) e il seguente infortunio di Cremaschi. Un doppio colpo al quale i gialloblu hanno risposto presente, con il quasi subitaneo pareggio firmato dal solito Pellegrino, assistito perfettamente da Strefezza. Poteva essere l’inizio di una nuova gara, e invece nella ripresa tutto è andato a monte: sono bastati due minuti al Torino, tra il 54’ e il 56’, per chiudere definitivamente i conti, anche se lo zampino ce lo ha messo anche lo stesso Parma con l’autogol di Keita.
In ogni caso, in quel momento la squadra è sembrata totalmente allo sbando, un blackout di appena due minuti che ha cancellato l’equilibrio dei mesi precedenti e ha fatto colare la nave a picco. La sensazione (come ha egregiamente sottolineato un mio collega nella puntata settimanale del nostro podcast - ascoltala QUI) è che in quel momento il Parma abbia staccato totalmente la spina e che a questa squadra serva di mantenere sempre la concentrazione altissima per rimanere in partita: se questo non accade, i crociati perdono la bussola e rischiano l’imbarcata, proprio come è successo a Torino. È vero che una sconfitta ci può stare, soprattutto dopo cinque risultati utili consecutivi, ma quello che lascia l’amaro in bocca è come il Parma abbia buttato al vento un’intera prestazione in soli due minuti. E se nel primo tempo una reazione c’è stata, nella ripresa la squadra non è riuscita a riportare la partita sui binari giusti.
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Adesso però, tornando all’incipit di questo nostro discorso, è arrivato il momento di far ricrescere un po’ questa barba e la prossima gara può essere effettivamente un’occasione propizia: il Parma infatti affronterà una Cremonese in piena crisi di risultati e a mio modo di vedere la sfida si presenta come un vero e proprio match point per la salvezza. È vero che il Parma è, da questo punto di vista, in una posizione di classifica agevole e che la gara di sabato non è decisiva. Allo stesso tempo, però, una vittoria contro la Cremonese potrebbe chiudere i giochi, se non dal lato grigiorosso (con i lombardi che avrebbero ancora qualche speranza), quantomeno dal punto di vista del Parma, che si porterebbe a +13 sulla zona rossa e si potrebbe ragionevolmente parlare di salvezza acquisita (seppur non in termini aritmetici, ma poco ci importa).
Cosa aspettarsi dunque dal Parma per questa partita? Conoscendo il modus operandi di Carlos Cuesta, non credo che vedremo niente di molto diverso rispetto a quanto fatto fino a ora. Penso che i crociati punteranno a ritrovare quell’equilibrio che si è perso nella gara contro il Torino e condurrano l’ormai consueta gara votata al controllo, pronti a colpire, magari su un calcio piazzato. Purtroppo niente champagne (o vele di raso) alla corte ducale, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Quello dell’equilibrio sembra essere il vestito perfetto per il Parma e a questo punto della stagione non ci saranno stravolgimenti. Almeno fino a quando l’obiettivo della salvezza non sarà raggiunto con certezza matematica.


